Le esequie del fondatore di Esselunga

Milano: Caprotti funerali, chiesa di San Giuseppe gremita per l’ultimo saluto

di Redazione - - Cronaca, Economia, Top News

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Milano, 3 ott. (askanews) - Era gremita la chiesa di San Giuseppe in via Verdi, pieno centro di Milano, per l'ultimo saluto al fondatore di Esselunga, Bernardo Caprotti, morto all'età di 91 anni venerdì sera. Accanto ai familiari - ai primi banchi sulla sinistra c'erano la seconda moglie Giuliana con la figlia Marina e i nipoti, a destra i figli di primo letto, Violetta e Giuseppe coi quali in passato Caprotti era finito in tribunale proprio per l'eredità della catena di supermercati - c'erano i dipendenti, che lui amava chiamare collaboratori. Proprio in segno di lutto questa mattina tutti i punti vendita Esselunga sono rimasti chiusi. A officiare il rito funebre, iniziato poco prima delle nove e in forma privata per espressa volontà del defunto, monsignor Giuseppe Maggioni. "Una vita onesta conta più di una vita lunga - ha detto durante l'omelia - Non conta quanto ma come si è vissuto. E noi non diciamo addio ma arrivederci, caro Bernardo. E per uno che ha 83 anni e che vede già i cancelli ti aggiungo arrivederci e a presto". "Quando vedrò Esselunga pregherò per te - ha concluso - quando calpesterò questo pavimento pregherò per te. A presto Bernardo, a presto". Circa due anni fa il patron di Esselunga aveva finanziato il restauro dell'originale pavimento della chiesa barocca milanese, in marmo bianco e nero. Di qui il riferimento del monsignore. Ed è toccato proprio a lui, al termine delle esequie, leggere un messaggio da parte della figlia Violetta: "Grazie papà per avermi aspettata, mi hai fatto capire l'enorme amore che c'era tra di noi. Rimarrai per sempre nel mio cuore". La salma di Caprotti, al termine della cerimonia, è stata trasferita per la tumulazione ad Albiate, paese natale del patron di Esselunga.

MILANO – Era gremita la chiesa di San Giuseppe in via Verdi, pieno centro di Milano, per l’ultimo saluto al fondatore di Esselunga, Bernardo Caprotti, morto all’età di 91 anni venerdì sera. Accanto ai familiari – ai primi banchi sulla sinistra c’erano la seconda moglie Giuliana con la figlia Marina e i nipoti, a destra i figli di primo letto, Violetta e Giuseppe coi quali in passato Caprotti era finito in tribunale proprio per l’eredità della catena di supermercati – c’erano i dipendenti, che lui amava chiamare collaboratori. Proprio in segno di lutto questa mattina tutti i punti vendita Esselunga sono rimasti chiusi. A officiare il rito funebre, iniziato poco prima delle nove e in forma privata per espressa volontà del defunto, monsignor Giuseppe Maggioni. “Una vita onesta conta più di una vita lunga – ha detto durante l’omelia – Non conta quanto ma come si è vissuto. E noi non diciamo addio ma arrivederci, caro Bernardo. E per uno che ha 83 anni e che vede già i cancelli ti aggiungo arrivederci e a presto”. “Quando vedrò Esselunga pregherò per te – ha concluso – quando calpesterò questo pavimento pregherò per te. A presto Bernardo, a presto”. Circa due anni fa il patron di Esselunga aveva finanziato il restauro dell’originale pavimento della chiesa barocca milanese, in marmo bianco e nero. Di qui il riferimento del monsignore. Ed è toccato proprio a lui, al termine delle esequie, leggere un messaggio da parte della figlia Violetta: “Grazie papà per avermi aspettata, mi hai fatto capire l’enorme amore che c’era tra di noi. Rimarrai per sempre nel mio cuore”.La salma di Caprotti, al termine della cerimonia, è stata trasferita per la tumulazione ad Albiate, paese natale del patron di Esselunga.

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