Comincia la battaglia politica per la nuova investitura

Bruxelles: Schulz lascia il Parlamento europeo. Per la successione si fanno avanti i socialisti

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica

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schulzBRUXELLES – Martin Schulz a gennaio lascerà il Parlamento europeo e nelle politiche del prossimo autunno potrebbe essere l”alternativa socialista ad Angela Merkel. Ma intanto nella Ue parte il toto-nomine. Che potrebbe portare ad un rimpasto globale, anticipato da Sandro Gozi. Se il Ppe chiederà e otterrà la presidenza dell’ Europarlamento, ha detto il sottosegretario agli affari europei in un Forum ANSA, si apre la questione di Donald Tusk. «Non è possibile – ha sottolineato – che Commissione, Consiglio e presidenza del Parlamento siano tutte rappresentate dal Ppe». Un regime di monopolio della destra che l”intera famiglia socialdemocratica europea considera inaccettabile, come ha sottolineato il capogruppo S&D, Gianni Pittella. Il problema è che fino a ieri lo S&D considerava ancora Schulz il suo candidato per il terzo mandato. E per ora non ci sono all’orizzonte nomi alternativi.

Tra i popolari, determinati a far rispettare la tradizionale alternanza al Parlamento, invece spuntano prontamente le prime candidature. Proprio oggi le hanno ufficializzate il francese Lamassoure e la irlandese McGuiness. Da tempo si parla anche di Antonio Tajani come di un potenziale candidato che però, vista la confusione, non ha ancora scelto se presentarsi ufficialmente o meno.

A partire da domani Pittella consulterà i leader socialisti, a cominciare da Renzi e Hollande, partendo da una premessa: «La decisione di Martin cambia drasticamente l’equilibrio di forze politiche all’interno delle istituzioni Ue: la questione politica resta dunque aperta».

L’unica certezza è che il socialdemocratico tedesco,  presidente dell’Eurocamera negli ultimi cinque anni, ha scelto di non candidarsi per il terzo mandato consecutivo. Dopo 22 anni in Europa tornerà alla politica tedesca. Per ora solo come candidato al parlamento, ma già a febbraio potrebbe essere chiamato a sostituire il ministro degli esteri Frank-Walter Steinmeier quando questi sarà eletto presidente della repubblica. E successivamente potrebbe essere anche il volto della Spd nella corsa contro Angela Merkel per la Cancelleria.

«Ho preso la mia decisione: l”anno prossimo correrò al Bundestag come capolista del mio partito nel land del Nordreno-Vestfalia. Continuerò a battermi per l”Europa dal livello nazional»  ha detto Schulz.

La notizia aveva cominciato a circolare nella tarda serata del 23 novembre negli ambienti socialisti. E ieri il presidente della Commissione, Jean Claude Juncker, che con Schulz ha costruito prima il processo degli spitzenkandidaten poi la grande coalizione europeista che ha la maggioranza nel Parlamento e sostiene la Commissione, si è detto molto rammaricato per la decisione del tedesco. Ma quando, a margine del vertice Ue-Ucraina, è stato chiesto a Tusk e Juncker chi si dovrà dimettere per fare posto ad un socialista, il lussemburghese è stato prontissimo nella gag: Lui…ha esclamato, puntando il dito sull’ex premier polacco. Che due anni fa venne scelto da Angela Merkel a capo del Consiglio europeo. Ma nel frattempo, la svolta a destra della Polonia con l’arrivo al potere del Pis di Jaroslav Kaczynski, gli ha fatto perdere l’appoggio del governo di Varsavia.

Per il nuovo presidente del Parlamento europeo la plenaria dovrà votare il 17 gennaio. Il rinnovo della carica di presidente del Consiglio europeo è prevista per maggio. Quattro mesi in cui la Ue vedrà (forse) aprirsi il cantiere della mesi in cui la Ue vedrà (forse) aprirsi il cantiere della Brexit, ma sarà anche ostaggio dei voti in Olanda e Francia. In attesa del derby anti-euroscettici tra Merkel e Schulz in Germania.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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