Aumenti di 85 euro medi mensili

Pubblico impiego: rinnovato il contratto, dopo oltre 7 anni, proprio alla vigilia del referendum

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica, Primo piano, Top News

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ROMA – Al termine di un incontro fiume tra il ministro della pubblica amministrazione Marianna Madia e Cgil Cisl e Uil al ministero della Funzione pubblica è stato firmato il rinnovo del contratto del pubblico impiego. L’accordo è stato firmato dai leader di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo dopo una trattativa di oltre otto ore con il ministro della Funzione Pubblica, Marianna Madia. I dipendenti pubblici costituiscono una platea di circa 3 milioni di lavoratori, che il Governo voleva assolutamente accontentare in vista del voto referendario.

MADIA – L’accordo tra Governo e sindacati per il rinnovo dei contratti pubblici prevede aumenti medi lordi mensili di 85 euro. Lo ha sottolineato il ministro della Funzione pubblica, Marianna Madia, incontrando i giornalisti al termine del confronto con i sindacati. Madia ha aggiunto che il Governo si è impegnato per il triennio 2016-2018, dunque anche mettendo risorse aggiuntive nella prossima legge di Stabilità, per un ammontare complessivo pari a poco meno di 5 miliardi di euro. Madia ha insistito molto sull’aggettivo medio, in quanto si tratta di un calcolo legato al rapporto tra il numero di dipendenti pubblici (circa 3,3 milioni) e le risorse stanziate nella precedente e attuale legge di stabilità. In ogni caso, ha aggiunto il ministro della Funzione pubblica, ci sarà maggiore sostegno a chi ha sofferto di più la crisi e, quindi, non è detto che gli aumenti saranno uguali per tutti.

Sul possibile intreccio tra gli aumenti medi di 85 euro e il bonus fiscale degli 80 euro, Madia ha ricordato che il bonus è attualmente percepito da un lavoratore pubblico su quattro (tra 800 e 900mila dipendenti). Rispetto a questa platea ci potranno essere meno di 200mila lavoratori che potrebbero non percepire più il bonus per effetto del superamento della soglia di reddito.  Per questi lavoratori, ha assicurato Madia, varrà uno specifico principio di maggiore sostegno per evitare che vengano penalizzati. La soluzione sarà individuata nella contrattazione di secondo livello nei singoli comparti. Dopo la firma dell’accordo quadro con i sindacati di questa sera ci sarà una verifica nella conferenza Stato-Regioni per rispettare la recente sentenza della Corte Costituzionale. Sui tempi Madia non ha indicato date, ma ha precisato che solo dopo questa verifica ci sarà l’atto di indirizzo per poter dare avvio alla stagione negoziale nei singoli comparti (da 11 sono passati a quattro).

CISL –  Positivo commento della Cisl: «Nuove regole per nuovi contratti. E’ il cambio di passo che volevamo e che abbiamo ottenuto grazie alla mobilitazione coraggiosa e determinata di milioni di lavoratori pubblici. Abbiamo firmato un accordo sul pubblico impiego per una nuova stagione dei servizi pubblici, con i lavoratori per i cittadini. La maratona del lavoro pubblico continua». Così in una nota Giovanni Faverin, segretario generale della Cisl Fp, dopo la firma dell’accordo sul lavoro pubblico sottoscritto oggi da Cgil Cisl e Uil con il Governo.

L’accordo, rileva il sindacalista, ci apre una strada nuova e impegnativa verso il riconoscimento professionale dei lavoratori pubblici. E verso un rinnovo di contratto con risorse per tutti, da aumentare nella contrattazione di posto di lavoro. Ma non solo. Con la firma di oggi abbiamo cambiato le regole del gioco: da qui in avanti, come nel privato, saranno le parti a decidere le materie da regolare con la contrattazione. Vale a dire meno legge e più contratti per dare più valore alle competenze dei lavoratori anche nell’innovazione organizzativa che serve ai nostri enti.

I lavoratori pubblici, sottolinea Faverin, conteranno di più e saranno il motore della Pa 4.0. Si darà un impulso vero alla partecipazione e al coinvolgimento cognitivo e motivazionale nei posti di lavoro. Cioè alla leva che spinge il cambiamento nel modo di lavorare e di organizzare i servizi a cittadini e imprese. Noi lo sosteniamo da tempo, ora anche il governo ha preso un impegno preciso con tutti i lavoratori pubblici.

E poi, aggiunge il sindacalista, l’accordo sancisce un’altra grande conquista. Non solo saranno superate fasce e pagelle e sarà data voce ai lavoratori nella riforma della Pa, ma si apre la strada a welfare aziendale, decontribuzione dei premi di produttività e incentivo alla previdenza complementare anche nel pubblico impiego. Con questo accordo, aggiunge, si rimettono al centro le persone. L’impegno del governo è chiaro: investire nelle professionalità e nelle competenze, con meno gerarchia, meno precariato, più formazione, più benessere organizzativo, più lavoro agile, più attenzione a chi può rendere davvero innovativi i servizi alle comunità.

 

 

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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