Dopo le polemiche e il referendum indetto dalla Cgil

Voucher: saranno riservati solo alle famiglie, escluse le imprese. L’annuncio del ministro Poletti

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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ROMA – Le polemiche e le statistiche sull’uso eccezionale dei voucher hanno avuto il loro effetto, tanto che il Governo si è determinato a cambiare registro. Così lo annuncia il ministro del Welfare, Giuliano Poletti: «Penso che la norma sui voucher vada modificata e che ne vada drasticamente limitato l‘uso. Penso che vadano usati dalle famiglie per piccoli lavori e non dalle imprese, che hanno i contratti di lavoro».

I buoni lavoro da 10 euro nominali all’ora (di cui solo 7,5 vanno al lavoratore e il resto serve soprattutto per i contributi) sin dalla riforma Fornero del mercato del lavoro sono stati estesi a tutti i settori. L’indirizzo di riportarli al loro utilizzo originario (lavori occasionali) restringendo la platea dei datori di lavoro alle sole famiglie, sta già scatenando polemiche però anche all’interno del governo.  Il sottosegretario Massimo Cassano (Ncd), sostiene che  ridurre così drasticamente l’utilizzo dei voucher è una linea «folle e intrisa di obsoleta ideologia» utile solo ad accontentare le richieste «prive di fondamento di alcune organizzazioni sindacali. Il voucher – continua – è uno strumento innovativo che, se ben utilizzato permette una riduzione della pressione fiscale e previdenziale sul costo del lavoro, permettendo a imprese e famiglie di non finire stritolati in una burocrazia elefantiaca. I voucher possono essere riregolamentati ma non cancellati, va colpito l’abuso e non lo strumento» .

Restano sul tappeto anche le ipotesi di escludere alcuni settori imprenditoriali, come l’edilizia e l’agricoltura. Per gli altri sono circolate ipotesi di tetti e quote, ma non di esclusione totale. La modifica, secondo Poletti, non sarebbe una sconfessione dell’operato del governo Renzi (e quindi anche del suo), perché in realtà in quel periodo il tetto di reddito per il voucherista è stato innalzato da 5.000 a 7.000 euro. Una modifica definita da Poletti «insignificante», visto che di fatto la grandissima parte dei prestatori resta sotto il limite dei 5.000.

La soluzione solo per le famiglie è confermata anche da Cesare Damiano (Pd), presidente della commissione Lavoro di Montecitorio, dove si stanno esaminando alcune proposte di legge di riforma dei voucher, e dove la prossima settimana, probabilmente mercoledì, dovrebbe essere pronta la bozza di un testo base. Ieri si è tenuta una riunione ristretta, durante la quale – annunciato Damiano – è stata «fortemente sostenuta la tesi di prevedere l’utilizzo dei voucher esclusivamente per le famiglie, escludendo imprese e pubblica amministrazione».

I voucher hanno subito una vera e propria esplosione negli ultimi due anni e nel 2016 si è arrivati a oltre 133 milioni di buoni lavoro da 10 euro utilizzati. Con una frenata però negli ultimi mesi, in seguito alla stretta varata a ottobre: comunicazione preventiva e sanzioni salate per chi fa il furbo. A gennaio poi si è scesi ancora: sono stati venduti solo 9 milioni di voucher, il livello più basso da un anno, visto che tutto il 2016 (a parte il primo mese quando ne furono venduti 8,5) ha viaggiato sempre sopra i 10/11 milioni di tagliandi. Che la tracciabilità funzioni, lo dimostra anche un altro dato fornito ieri: da ottobre a fine 2016 i controlli hanno evidenziato solo 284 violazioni dell‘obbligo di comunicazione con sanzioni amministrative per oltre 227.000 euro. Questo evidenzia – sottolinea il ministero – un sostanziale rispetto dell‘obbligo.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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