Bersaniani alla ricerca di una maggioranza

Pd, Rossi e Manciulli strizzano l’occhio ai grillini

di Marco Bastiani - - Politica

Anche Andrea Manciulli apre al disagio grillino

Anche Andrea Manciulli apre al disagio grillino

FIRENZE – Lo aveva anticipato ieri, a spoglio in corso, il governatore Enrico Rossi (“Ci sono persone con cui si può dialogare: la rivolta di carattere morale, il bisogno di pulizia della politica e di rinnovamento sono aspetti che dobbiamo senz’altro accogliere”), lo aveva detto chiaramente Nichi Vendola nella notte (“meglio Grillo di Berlusconi”), ora tutto lo stato maggiore del Pd inizia l’operazione “avvicinamento” al Movimento 5 Stelle. Bersani, nell’attesa conferenza stampa del pomeriggio, ha aperto a possibili intese, bocciando invece un governissimo col Pdl e lo stesso segretario toscano, Andrea Manciulli, ha toccato le stesse corde. Che vengono solleticate di nuovo anche da Rossi.

La sensazione è che una parte importante del voto di protesta non siamo riusciti ad intercettarla e si è indirizzata verso M5s. E verso questo movimento si è indirizzata anche una parte importante della protesta sociale. Non ho mai visto una sinistra vincere se non raccoglie anche questo moto morale e questa protesta sociale”, ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, riconoscendo – di fatto – che il voto grillino è di provenienza soprattutto democratica.

Insomma, secondo questa visione, avvicinarsi a Grillo significherebbe avvicinarsi agli elettori che sono stati persi, anche in un’ottica di riappropriarsene. “Il risultato, seppur con un margine risicato, ottenuto dal centrosinistra, affida a noi l’onere di trovare la strada migliore. Dobbiamo avere come unica bussola i cittadini e i loro problemi che rischiano di aggravarsi”, ha aggiunto il segretario del Pd toscano, Andrea Manciulli, pronto all’autocrtitica anche per il risultato democratico in Toscana.

“E’ chiaro che anche qui in Toscana ci aspettavamo di più – ha aggiunto Manciulli -, pur essendo rimasti la prima regione per consensi al Pd. Non si può non provare a comprendere meglio e tenere conto dell’onda emotiva che ha portato a un ampio voto di critica e protesta che i cittadini hanno espresso. Esso esprime una voglia di cambiamento profondo della politica alla quale noi dobbiamo rispondere con ascolto, umiltà e soprattutto proposte di governo che rispondano ad alcuni temi espressi chiaramente dal voto”.

L’operazione di avvicinamento è iniziata in attesa della risposta dell’ex comico e neo leader di riferimento per il centrosinistra. Al Pd sperano che Grillo non risponda con un semplice “Vaffa” ma difficilmente il movimento nato contro gli inciuci e la politica di palazzo si lascerà imbrigliare in un’alleanza organica che, di fatto, lo snaturerebbe immediatamente.

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