Domani presidio davanti all'hotel

Ritardi nei pagamenti, scioperano i lavoratori dello Sheraton

Scioperano i lavoratori dello Sheraton di Firenze
Scioperano i lavoratori dello Sheraton di Firenze
Scioperano i lavoratori dello Sheraton di Firenze

FIRENZE – Ancora ritardi nei pagamenti, ancora proteste da parte dei lavoratori per far sentire la loro voce. Stavolta tocca ai dipendenti dello Sheraton, che protestano contro la mancata erogazione degli stipendi. Il personale ha deciso di proclamare due giornate di sciopero (domani e il 7), e ha organizzato per domani mattina un presidio davanti all’hotel di via Giovanni Agnelli. La mobilitazione di fronte alla struttura inizierà alle 9 e proseguirà fino alle 11.30 e oltre.

“I lavoratori non hanno ricevuto lo stipendio di gennaio – spiega Carlo Di Paola, segretario regionale della Fisascat Cisl della Toscana – e, a quanto ci è stato possibile sapere, anche per febbraio, che dovrebbe essere pagato entro il 10 marzo, accadrà lo stesso. La situazione è difficile: ci sono lavoratori che hanno difficoltà a pagare la benzina per venire al lavoro, ci sono casi in cui marito e moglie lavorano entrambi allo Sheraton e vivono una doppia emergenza”.

Lo Sheraton di Firenze è oggi di proprietà della Fga (Fezia Grandi Alberghi), società che possiede anche altre strutture alberghiere in Italia (come l’Ergife di Roma) e che fa capo a Giovanni Fezia. Il gruppo ha subito negli anni un drastico ridimensionamento del personale, passato da 150 a circa 60 occupati: la preoccupazione, per i dipendenti fiorentini, è che possa quindi verificarsi lo stesso anche nel caso dell’albergo del capoluogo.

“Avevamo chiesto almeno un acconto – prosegue Di Paola – ma la proprietà non ne vuole sapere e parla di mancanza di liquidità. Ci risulta però che nelle altre strutture gli stipendi vengano pagati regolarmente. Sarà un caso che Firenze è l’unica struttura con una buona presenza sindacale? Queste circostanze causano il degrado della struttura e mettono in cattiva luce il marchio stesso. Ma questo non possiamo permetterlo, non si può giocare – termina –  con la vita delle famiglie”.

Lavoro


Giulia Ghizzani

Giornalista

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