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La strada d'accesso al Pronto Soccorso è piena di buche nell'asfalto

Ponte a Niccheri, l’odissea delle ambulanze: accesso-calvario al pronto soccorso

 

La strada d'accesso al Pronto Soccorso è piena di buche nell'asfalto
La strada d’accesso al Pronto Soccorso riservata alle ambulanze è piena di buche nell’asfalto

FIRENZE – “Questa strada è una vergogna. Noi abbiamo serie difficoltà a trasportare i pazienti: i traumatizzati non ce la fanno, ci sono troppe buche e troppi ostacoli”. Ci accoglie con queste parole, uno dei tanti operatori delle associazioni di volontariato che quotidianamente prestano servizio nella zona. “Dobbiamo stare attenti a fare persino le manovre più semplici”, rincara la dose. Nel mirino dell’uomo – come di tanti altri -, c’è il percorso d’accesso riservato alle ambulanze dirette al Pronto Soccorso dell’ospedale Santa Maria Annunziata, a Ponte a Niccheri: un tragitto breve ma impraticabile per i mezzi di soccorso, che ogni volta si vedono costretti a schivare i tanti ostacoli presenti e a fare i conti con i marciapiedi divelti.

Che qualcosa non va, si vede sin dall’inizio: appena imboccata la corsia dedicata alle ambulanze (che comprensibilmente, soprattutto in caso di emergenza, deve poter essere percorsa in maniera veloce e agevole), ecco comparire le prime buche. L’asfalto è in pessime condizioni, danneggiato dal tempo e dal passaggio dei veicoli. Ogni metro in più è un calvario, che la pioggia rende ancora più ostile: le buche si riempiono d’acqua e le manovre si trasformano in una sfida. Tutto, con l’obiettivo di evitare al paziente, già compromesso, nuovi disagi. Andando avanti, il panorama si ripete. Nuove aperture nell’asfalto, altre cavità che si susseguono più o meno lungo tutto il percorso e che si ripresentano anche sulla rampa che conduce all’ingresso del Pronto Soccorso della struttura. “Qui, addirittura ci piove dentro”, fa notare ancora l’operatore (che preferisce restare anonimo), indicando la tettoia di protezione che dovrebbe riparare i malati durante il trasporto in ospedale. “All’appello”, manca anche una delle vetrate laterali, prontamente contrassegnata con del nastro adesivo.

La pavimentazione è rovinata anche sulla rampa che conduce al Pronto Soccorso
La pavimentazione è rovinata anche sulla rampa che conduce al Pronto Soccorso

 

Il pannello mancante situato di fronte al Pronto Soccorso
Il pannello mancante situato di fronte al Pronto Soccorso

Ma non è tutto. Le criticità proseguono persino dopo la discesa dal Pronto Soccorso, durante l’uscita dall’area ospedaliera. Accanto alle ormai “consuete” buche nella pavimentazione stradale, si presentano marciapiedi rovinati o frantumati (con molta probabilità a causa delle manovre obbligate delle ambulanze), ghiaia e sassi ovunque e pericolosi cordoli in cemento che – posizionati in maniera scorretta e disordinata – rischiano di intralciare il transito dei mezzi, costretti a scongiurare eventuali incidenti. Più che di una corsia riservata si tratta, insomma, di una corsia degradata.

Il calvario quotidiano delle ambulanze
Il calvario quotidiano delle ambulanze

Qualche anno fa il consigliere comunale Alberto Locchi aveva denunciato le problematiche del percorso: contattato chi di dovere, aveva ricevuto rassicurazioni sul fatto che di lì a poco sarebbero stati affidati – tramite gara – i lavori per la sistemazione del fondo stradale per la viabilità interna, interventi che avrebbero coinvolto diversi presidi della Asl tra i quali anche l’ospedale Santa Maria Annunziata. E’ passato qualche anno da allora ma niente, per il momento, sembra essere cambiato.

“E’ una situazione pazzesca – commenta Locchi – Il selciato è assolutamente inadeguato. Il malcapitato traumatizzato che, vedendo l’ospedale, crede che le sue sofferenze stiano per essere risolte, invece si deve sorbire anche la ‘ciliegina sulla torta’ degli ultimi 100 metri di sofferenza. Bisogna intervenire quanto prima per evitare – termina il consigliere della Lista Galli – che queste condizioni di disagio proseguano ulteriormente, sia per le ambulanze che per i pazienti”.

degrado, sanità


Giulia Ghizzani

Giornalista

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