Papa Francesco, l’incredulità di fedeli e vaticanisti

Papa Francesco I saluta i fedeli
Papa Francesco I saluta i fedeli
Papa Francesco I saluta i fedeli

FIRENZE – “E’ una Chiesa con una grande fede cattolica che produce il Papa” aveva detto il cardinale indiano, Telesphore Toppo , solo qualche giorno fa. E poi aveva spiegato il suo concetto: “ Noi abbiamo visto che così è stato per la Chiesa polacca che ci ha dato Giovanni Paolo II. Il suo successore è arrivato da un’altra Chiesa con grande fede, la chiesa bavarese, chiesa sopravvissuta tra luteranesimo e Riforma”.

Ci era piaciuto questo commento e sembra tornare appropriato adesso, all’elezione del cardinale argentino Mario Bergoglio, al Soglio di Pietro.

Un religioso che arriva dalla terra dove vive il 40% del miliardo e duecento milioni dei cattolici del mondo.

Una chiesa dalla fede antica e tradizionalista, ma allo stesso tempo una chiesa scossa da terremoti interni nel suo recente passato: la teologia della liberazione.

Il Cardinale Bergoglio è nato a Buenos Aires il 17 dicembre 1936.

Ha studiato da chimico, prima di farsi gesuita. È divenuto prete a 33 anni. Ha fatto studi di filosofia, letteratura, psicologia e teologia in diverse università dell´Argentina, del Cile, della Spagna e della Germania.

Nel 1973 fu nominato superiore provinciale della Compagnia di Gesù in Argentina. Ma nel 1980 tornò agli studi e sparì dalla scena.

Nel 1992 fu nominato vescovo ausiliare di Buenos Aires. Nel 1998 divenne arcivescovo della stessa città. E nel 2001 Giovanni Paolo II lo fece cardinale.

Era considerato “papabile” al Conclave del 2005, quello che elesse Benedetto XVI. Questa volta non si parlava quasi di lui. I bookmekers inglesi davano la sua elezione 41 a 1, e noi ci aspettavamo un papa giovane e vigoroso.

Il suo nome dopo l’ ”Habemus Papam” ha lasciato il mondo dei vaticanisti a bocca aperta: “Incredibile!” è la parola ricorrente nei messaggi arrivati sul mio cellulare.

Peggio deve aver appreso la notizia la Curia romana più amante del potere. Bergoglio è il cardinale che non ha mai vissuto nel lussuoso Arcivescovado di Buenos Aires, che si sposta in autobus, che teme “la malattia spirituale della Chiesa autoreferenziale”.

A Roma non ci veniva spesso ed è sempre fuggito da gli incarichi che non lo mettevano in mezzo alla gente. Adesso a Roma dovrà vivere e portare nella città di Pietro la forza del cattolicesimo sudamericano.

Il primo papa gesuita della storia.

 

papa

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