La testimonianza della madre di un piccolo paziente

Meyer, “odore di sigaretta nelle stanze sterili”

di Sandro Addario - - Cronaca, il Blog di Sandro Addario, Lente d'Ingrandimento

“Io e il mio bambino siamo stati ricoverati in stanza sterile dell’ospedale pediatrico Meyer, per ben due volte. L’ultima all’inizio del 2012 per circa un mese. Tutte e due le volte ho spesso richiamato l’attenzione del personale infermieristico e medico perché nella stanza dove eravamo ricoverati respiravamo fumo di sigaretta”.

Comincia così la lettera testimonianza di una mamma (la signora D.S. di Firenze) pervenuta a FirenzePost, dopo la pubblicazione il 6 marzo della notizia della scoperta di germi nei filtri dell’impianto di aerazione delle stanze sterili di oncologia, in quelle delle malattie infettive e in alcune di chirurgia pediatrica.

Ospedale Meyer Firenze

Più volte il personale – prosegue la mamma – si è recato a controllare che non ci fosse qualcuno a fumare nelle vicinanze. Altre volte mi è stato detto che arrivava l’odore del fumo ma non la nicotina. Insomma era chiaro già allora (gennaio 2012 n.d.r.) che i filtri dell’aria condizionata non funzionavano. Ma nessuno, per quello che ho potuto constatare, che si fosse degnato di far fare una manutenzione d’urgenza”.

La signora conosce bene quel reparto, dove è stata oltre un mese ad assistere il suo piccolo. “Chi entra in quelle stanze (cinque in tutto) è affetto da grave forma tumorale ed è sottoposto a cicli di chemioterapia ad alte dosi, che annientano il midollo osseo. Ogni bambino ha difese immunitarie pari a zero, finché non vengono reimpiantate le cellule staminali, che lentamente riattecchiscono. Il soggiorno minimo consecutivo in queste stanze è di circa un mese, e non si può mai uscire da lì. Si pensi perciò che impatto potrebbe avere su quei bambini un impianto di condizionamento non efficiente. Trovo sia a dir poco vergognoso quello che è successo”.

La Direzione del Meyer aveva diramato, dopo la pubblicazione del nostro articolo, un comunicato dove affermava che non esisteva “alcun rischio per i pazienti attualmente ricoverati in seguito all’aumento della carica biologica rilevata in uno dei settori dell’Ospedale Meyer, né risulta alcuna situazione di infezione o danno per i pazienti. La situazione è comunque in corso di radicale soluzione”. “Al fine di garantire i massimi livelli di sicurezza per i pazienti e per gli operatori sanitari è stata prontamente attivata la sanificazione dell’impianto. L’intervento sarà concluso entro questa settimana. Nei primi giorni della prossima settimana saranno effettuati i controlli ambientali per verificare il ripristino della condizioni igieniche ottimali”.

Al momento, a quanto si apprende, sono state riaperte le sole stanze di chirurgia e delle malattie infettive. Ancora chiuse quelle sterili di oncologia, con i pazienti trasferiti in altra area dell’ospedale. E siamo a quasi 20 giorni dalla “scoperta” dei filtri dell’aria non in ordine. Resta ancora senza risposta dall’ospedale la domanda perché stanze sterili devono avere un impianto di condizionamento in comune con altri padiglioni. Magari in comune anche con le stanze riservate ai fumatori, come confermerebbe la testimonianza della mamma che ci ha scritto.

 

Sandro Addario

Sandro Addario

Giornalista

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