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Matteo Renzi

Renzi: sono pronto a candidarmi

Matteo Renzi
Matteo Renzi rompe gli indugi

FIRENZE – Dopo settimane di incontri con i suoi e di tatticismi, il sindaco di Firenze esce allo scoperto candidandosi esplicitamente a guidare il Paese. Lo fa con due colloqui con i principali quotidiani cartacei italiani, Corriere della Sera e Repubblica. E non risparmia nessuno.

“Il Pd deve decidere: o Berlusconi è il capo degli impresentabili, e allora chiediamo di andare a votare subito; oppure è un interlocutore perché ha preso dieci milioni di voti. Non possiamo dire un giorno Berlusconi in galera, e il giorno dopo proporgli la guida della Convenzione per le riforme. Il Paese non può permettersi di traccheggiare“, sottolinea Renzi.

Lo sbocco del ragionamento è chiaro: le strade sono solo due, “o un accordo o si vota. Il Pd avanzi la sua proposta, senza farsi umiliare andando in streaming a elemosinare mezzi consensi a persone come la capogruppo dei 5 Stelle, che hanno dimostrato arroganza e tracotanza nei nostri confronti. Non dobbiamo inseguire Grillo. Facciamo noi i tagli alla politica, aboliamo il finanziamento pubblico ai partiti e poi vediamo chi insegue”.

Poi il fulcro del pensiero del sindaco di Firenze: “Si può votare a giugno e, se si vuole, si possono convocare le primarie anche in tempi brevi. Io sono pronto a candidarmi. Berlusconi vuole il voto a giugno proprio per non dare spazio a me. Noi possiamo sfidarlo. Se corro io, lui è difficoltà, basta vedere i sondaggi”.

Infine, Renzi abbozza già una sorta di programma di governo: “il Pd deve avere un sussulto di orgoglio. Via il Senato, via le province, legge elettorale dei sindaci. In sei mesi si può fare. Una gigantesca operazione di deburocratizzazione, con una grande scommessa sull’online. E un piano per il lavoro. Mi sembra incredibile che non si capisca la crisi terribile che vivono gli italiani. So che sto mettendo un paletto negli occhi del Pd, che sarebbe meglio tacere, ma io non sto zitto se l’Italia va a rotoli”.

Già ieri Renzi, parlando a un convegno della Camera del lavoro di Firenze, aveva sottolineato che si era già perso troppo tempo.

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