Nuovo candidato Pd "bruciato"

Quirinale, salta anche Prodi. E questa volta perde Renzi

di Marco Bastiani - - Politica

Romano Prodi bocciato dal parlamento riunito in seduta comune

Romano Prodi bocciato dal parlamento riunito in seduta comune

FIRENZE – Non ce la fa neanche la quarta votazione ad eleggere il prossimo Capo dello Stato. Romano Prodi, nonostante l’abbassamento del quorum a 504 voti, non ha raggiunto il numero minimo di voti necessario. Nuova battuta d’arresto e, probabilmente, nuovo nome bruciato nella corsa al Quirinale, questa volta nonostante il pieno appoggio di tutto il Pd, almeno apparentemente.

Infatti, sia l’ala bersaniana che quella renziana avevano detto di voler votare il Professore bolognese, che era appena tornato dal Mali per lo spoglio. L’esito è stato però deludente: solo 395 voti. Renzi per l’appoggio a Prodi è stato anche fortemente criticato dal popolo del web. Il passo dalla rottamazione al professore è sembrato troppo lungo per i suoi sostenitori.

Per sbloccare l’impasse il Pd ha chiesto un vertice con i grillini: l’obiettivo sarebbe quello di tentare di convincere i 5 Stelle a votare Prodi nella votazione di domani mattina, ma al momento i grandi elettori grillini hanno risposto con la contro-proposta che potrebbe essere il Pd a votare il loro candidato, Stefano Rodotà. Intanto, dieci minuti dopo l’esito del voto Matteo Renzi ha già scaricato il professore: “La candidatura di Prodi non esiste più”, ha detto.

Durissimo il commento della deputata pistoiese del Pd Caterina Bini: “Le persone hanno ragione ad indignarsi. Stiamo dando uno spettacolo indecente. L’elezione del Presidente della Repubblica non è un congresso di partito. Non si può partecipare stamani all’assemblea dei grandi elettori e votare per la candidatura di Romano Prodi e poi fare un disastro di queste dimensioni”.

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