Il retroscena: Chi c'è dietro le nozze da favola in città

Ecco perché il magnate indiano Lohia ha scelto Firenze

di Marco Gemelli - - Eventi

lohia

Certe cose non succedono per caso. Va bene l’appeal internazionale di Firenze, la magia e le suggestioni del centro storico, ma non è soltanto per questo che il magnate indiano Alohe Lohia ha scelto il capoluogo toscano per le nozze della figlia Aradhana con Kevin Sharma. Se il Comune di Firenze ha potuto incassare 250mila euro tra tasse e concessioni, e se il tessuto produttivo della città ha giovato di un budget di quasi 8 milioni di euro, il “tramite” ha un nome e un cognome: il merito è di un personaggio rigorosamente made in Florence, lo stilista Stefano Ricci, vero artefice delle nozze dell’anno. E’ grazie a lui che qualche anno fa Alohe Lohia – produttore di una bottiglia di plastica su tre esistenti al mondo, ma non per questo tra i top 100 della rivista Forbes – è arrivato per la prima volta a Firenze, per conoscere di persona lo stilista che da tempo impreziosiva il suo guardaroba. Ne è nato un rapporto di amicizia, e in una delle ultime trasferte fiorentine Alohe si è fatto accompagnare dalla figlia Aradhana, che ne ha approfittato per visitare la città. “Papà, se un giorno dovessi sposarmi, sarà qui” disse lei al termine della visita, anche perché c’era un precedente in famiglia: il fratello si era già sposato a Venezia, qualche anno fa. E così è stato.

Stefano Ricci con i figli Niccolò e Filippo

Stefano Ricci con i figli Niccolò e Filippo

Su circa 900 invitati, i fiorentini si contavano sulla punta delle dita. C’era – ovviamente – la famiglia Ricci al completo (non solo Stefano e Claudia, ma i figli Niccolò e Filippo con le rispettive consorti), ma se escludiamo chi era nella lista degli accreditati per motivi istituzionali (il sindaco Matteo Renzi), logistici (la soprintendente al polo museale Cristina Acidini e un paio di altri funzionari) e lavorativi (Guido Guidi per il catering, e i direttori dei quattro hotel che hanno ospitato gli ospiti internazionali), il carnet dei fiorentini ammessi alle cerimonie comprendeva la famiglia Ferragamo, Ermanno Daelli e Toni Scervino.

C’è poi un altro aspetto, degno di considerazione: secondo voci ben informate, nel corso della tre giorni fiorentina Lohia avrebbe valutato la possibilità di realizzare uno stabilimento industriale alla periferia di Firenze (il secondo, dopo quello in Sardegna). Addirittura, il magnate avrebbe anche trovato il tempo di incontrare i sindacati per discutere del progetto. Un incontro che – dicono – sia durato non più di venti minuti. Alla fine Lohia si sarebbe alzato dal tavolo e avrebbe detto: “Signori, grazie lo stesso. Mi tengo lo stabilimento in Sardegna”. Da una parte chi procura alla città un beneficio da 8 milioni di euro, dall’altra chi non riesce a procurare alla stessa città un indotto economico da svariati milioni e nuova occupazione.

Tag:

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: