Contraffazione, nel caso Gucci contro Guess il tribunale di Milano dà ragione agli americani

Il quartier generale di Gucci a Scandicci, Firenze
Il quartier generale di Gucci a Scandicci, Firenze
Il quartier generale di Gucci a Scandicci, Firenze

FIRENZE – La battaglia legale tra Gucci e Guess, iniziata nel 2009, si arricchisce di un nuovo capitolo. Il Tribunale di Milano ha, infatti, rigettato, in una sentenza di 83 pagine, tutte le richieste del brand fiorentino, come informa una nota della Guess.

Di fatto, i giudici hanno dichiarato “la nullità di alcuni dei marchi di Gucci aventi a oggetto il cosiddetto diamond pattern con logo G e il disegno Flora, e hanno escluso qualsiasi diritto di esclusiva di Gucci sul logo square G. In particolare, la nullità riguarda tre marchi italiani, due comunitari e due internazionali estesi all’Unione Europea”. Nel 2009, infatti, la maison fiorentina aveva citato in giudizio Guess accusandola di contraffazione.

Ma la decisione milanese non è piaciuta a Firenze, dove la storia casa di moda ha già annunciato un ricorso immediato in Appello per proteggere il “Made in Italy”, anche perché un analogo giudizio negli Stati Uniti, che è stato definito nel 2012 con una decisione della Corte Distrettuale di New York, ha condannato la Guess, accertando che l’azienda americana ha deliberatamente contraffatto alcuni marchi della casa fiorentina e riconoscendo a favore della Gucci un risarcimento di circa 4 milioni e 600mila dollari.

Con la sentenza milanese, invece, pur riconoscendo la validità della maggior parte dei marchi fatti valere dalla Gucci, il tribunale ha escluso la contraffazione. Gucci, in un comunicato, ha detto di ritenere “profondamente errata” la decisione, in particolare perché, sempre ad avviso di Gucci, ha omesso di considerare come l’uso da parte della Guess di marchi simili a quelli della Gucci, celeberrimi e universalmente riconosciuti e apprezzati, determini un indebito e parassitario agganciamento ai marchi stessi e in generale all’immagine del marchio fiorentino.

giustizia, moda

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