Firenze in lutto

Addio a Carlo Monni, in arrivo il libro autobiografico dell’attore

di stefania ressa - - Cronaca

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Addio a Carlo Monni

Addio a Carlo Monni, il poeta libero

FIRENZE – Chi ha conosciuto Carlo Monni, attore e poeta fiorentino scomparso stanotte dopo una lunga malattia,  sa bene che era il sorriso fatto persona. A giorni uscirà il suo ultimo libro scritto da Sandro Bartolini, dal titolo ‘‘Baciami francese. Le avventure del giovane Carlo Monni”, Maria Pacini Fazzi Editore di Lucca. Un libro in cui l’artista aveva voluto raccontare nel suo solito modo scanzonato e irriverente come, in gioventù, avesse deciso di ”principiare a fare il raccontatore solista sui palcoscenici”.

L’autoritratto che emerge è originale e ironico proprio come Carlo, toscanaccio doc, di un’autenticità che difficilmente si dimentica. ”Prima di partire per Roma con la combriccola che voi sapete, Roberto Benigni, Donato Sannini e Aldo Buti, avanti il disperato ritorno, solo soletto solitario, il qui presente spensierato signore, ebbe una lunga esperienza di lavoro internazionale”, dice Monni nell’incipit del libro. ”E udite! Udite! Prima di conoscere il mondo, mi formai tra i fossi e i campi, pieni di pruni, erbacce, ortica, bietola, cardellini e beccafichi, scriccioli e pettirossi, mota e bottino, seguendo i consigli del mio babbino”.

Nel libro saranno ripercorse le avventure del “mitico” Carlo Monni. Dal primo lavoro nel padule di Campi Bisenzio, dove si recava ogni giorno con la sua ”mitica Dyane Citroen sei cavalli”, al villaggio di vacanza di Cecina, dove diventò ”il più grande pizzaiolo della costa tirrenica”, fino all’avventura parigina, a seguito della quale ebbe l’illuminazione sul proprio futuro: ”Io, Carlo Monni, nato a Champs sur le Bisance, un passo alla volta, senza rendermene conto, diventai attore, un capo-comico, un istrione, un animale, una bestia da palcoscenico”.

Il Monni era un uragano, amava la compagnia degli amici – come diceva lui stesso – e soprattutto delle donne. Il suo ritratto è perfettamente tratteggiato da queste parole che ce lo fanno, in qualche modo, sentire ancora vicino. Presente. E che ritrovate nel libro: “Soffro, sbraito, mi lamento, rivolto le budella, piango, rido, mi sganascio! E’ per la vita, triste e allegra, che mi vanto. Amoreggio! Mangio e bevo! E canto!”

I funerali si svolgeranno al teatro di Rifredi il 21 maggio.

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stefania ressa

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Giornalista

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