Cinema

Miele: Valeria Golino, debutto alla regia

di Maria Alessia Del Vescovo - - Eventi

Regia: Valeria Golino
Fotografia: Gergely Poharnok
Montaggio: Giogiò Franchini
Scenografia: Paolo Bonfini
Interpreti: Jasmine Trinca: Irene/Miele, Carlo Cecchi: Ing. Carlo Grimaldi, Vinicio Marchioni: Stefano, Iaia Forte: Clelia, Libero De Rienzo: Rocco, Valeria Bilello: Madre di Irene, Roberto De Francesco: Filippo, Barbara Ronchi: Sandra, Massimiliano Iacolucci: Padre di Irene, Claudio Guain: Ennio, Elena Callegari: Carla, Teresa Acerbis: Madre di Lorenzo, Jacopo Crovella: Lorenzo, Gianluca De Gennaro: ragazzo in discoteca
Soggetto: Francesca Marciano, Valeria Golino, Valia Santella
Sceneggiatura: Francesca Marciano, Valeria Golino, Valia Santella
Produttore: Riccardo Scamarcio, Viola Prestieri
Paese di produzione: Italia, Francia
Durata: 96 min
Genere: drammatico
Casa di produzione Buena Onda in collaborazione con Rai Cinema, Les Films des Tournelles, Cité Films
Distribuzione (Italia) : BiM Distribuzione


Valeria Golino passa dietro la macchina da presa e ci regala la sua opera prima, Miele: una pellicola molto bella, accolta tra gli applausi all’ultimo festival di Cannes, prodotta dal suo compagno Riccardo Scamarcio.

E’ la storia di una trentenne Irene (Jasmine Trinca), che vuole aiutare i malati terminali a porre fine alla loro agonia, ma che in realtà per tutti è solo una ricercatrice universitaria.

Irene è una ragazza sensibile che vuole togliere alle persone quelle sofferenze indicibili attraverso un potente medicinale veterinario che si procura in Messico.

Il tutto viene fatto con una grande freddezza dalla giovane donna, che nasconde invece un ampio gesto di altruismo, una missione nata solo per alleviare il dolore agli esseri umani. Qualche relazione occasionale, lo sport eccessivo e la musica sono le sue valvole di sfogo da questa vita dicotomica che si è ritagliata.

Ma l’incontro con un settantenne, l’ingegnere Carlo Grimaldi (Carlo Cecchi), che vuole morire solo perché ha vissuto a sufficienza le cambierà prospettiva e genererà dei dubbi sulle sue convinzioni.

Il tema dell’eutanasia è un tema che da anni si rincorre su posizioni pro o contro e che era già stato portato sul grande schermo da Marco Bellocchio con “La bella addormentata”

L’ingegnere, infatti, vuole farla finita solo perché è annoiato e non ha più desiderio per nulla e questo sconvolgerà l’architettura dei principi che Irene si è creata.

l film è tratto dal romanzo Vi perdono di Angela Del Fabbro (pseudonimo di Mauro Covacich), successivamente ripubblicato con il titolo “A nome tuo” che ci porta in quest’universo fatto di sentimenti e paure.

Il film è secco, senza troppe sfumature stilistiche, eppure ha una sua estetica con una colonna sonora che spazia da Bach a Thom York, dai Talking Heads a Christian Rainer.

La regista ha dichiarato che aveva molte perplessità sulla realizzazione di quest’opera proprio per l’argomento che viene sviscerato, un tema molto sentito quello del diritto di decidere sulla propria vita ma, come si arriva alla conclusione del film, ogni storia è una storia a sè.

La pellicola ha davvero una grande forza attraverso i silenzi, le inquadrature ben equilibrate, le musiche azzeccate che ci fanno percorrere l’evoluzione interiore della protagonista ottimamente interpretata da Jasmine Trinca.

 Dove vederlo

 

Miele
Recensito da Maria Alessia Del Vescovo il
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Valeria Golino alla regia
Miele è il racconto di una giovane trentenne che aiuta i malati terminali a porre fine alla loro vita. Inspirato al romanzo “A nome tuo” di Mauro Covacich.
Voto: 4 su 5.

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