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Roberta Ragusa sarebbe viva e dovrebbe tornare a casa

Roberta Ragusa, scomparsa la sera del 14 gennaio 2012 da Gello (Pisa)
Roberta Ragusa, scomparsa la sera del 14 gennaio 2012 da Gello (Pisa)

PISA – «Roberta è viva e tornerà a casa». A dichiararlo Sara Calzolaio, l’amante di Antonio Logli, il marito di Roberta Ragusa scomparsa la sera del 14 gennaio 2012 dalla propria abitazione di Gello, in provincia di Pisa. Dichiarazioni che sarebbero state rilasciate durante l’interrogatorio della donna davanti ai magistrati in Procura a Pisa e svelate dal programma «Chi l’ha visto?». E’ chiaro che se ciò corrispondesse a verità si tratterebbe di una svolta clamorosa ma è anche vero che tali affermazioni scagionano il fidanzato di Sara, quel Logli che figura l’unico indagato dell’inchiesta per omicidio volontario e occultamento di cadavere.

Sara Calzolaio inoltre ha confermato che l’uomo, la sera del 14 gennaio 2012, sarebbe andato a letto presto senza raccontarle di particolari litigi con Roberta, e che le telefonate che si sono scambiati i due amanti quella sera, e su cui gli inquirenti chiedono spiegazione, non rappresentano una stranezza poiché lei e Logli si sentivano abitualmente al cellulare prima di addormentarsi.

Riguardo al supertestimone Loris Gozzi, che nelle settimane scorse ha dichiarato di aver visto Logli in macchina dopo la mezzanotte, Sara avrebbe detto che si tratta soltanto di un impostore.

Roberta Ragusa ed il marito Antonio Logli
Roberta Ragusa ed il marito Antonio Logli

Intanto però gli inquirenti si concentrano sulle quelle tre telefonate tra Antonio e Sara effettuate proprio la notte della scomparsa di Roberta, madre di due bambini. Telefonate che Logli fece con un telefono «segreto». La prima, intorno alle 22 della durata di 50 minuti, la seconda di 40 minuti e infine l’ultima, poco dopo mezzanotte, di una trentina di secondi. Ed è proprio quest’ultima chiamata che gli inquirenti ritengono importante. L’ipotesi è che a chiamare potrebbe essere stata Roberta stessa, ossia la scomparsa avrebbe trovato quel cellulare e, secondo gli inquirenti, avrebbe richiamato quel numero ascoltando poi dall’altro capo la voce di Sara. Si tratta però ovviamente di ipotesi investigative, al momento, non supportate da riscontri oggettivi.


Massimiliano Mantiloni

Giornalista

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