Il presidente di Confindustria Firenze ospite al Congresso del Rotary

Bettini: «Come reagire alla crisi in Toscana»

di Sandro Addario - - Cronaca

Congresso Rotary

L’intervento del governatore Franco Angotti al Congresso del 2070° Distretto del Rotary

FIRENZE – «La deindustrializzazione del territorio fiorentino è purtroppo un dato di fatto, un piano inclinato continuo. Ci sono comunque testimonianze positive e resta sempre una grande possibilità di crescita. Indispensabile la ripresa del manifatturiero, perché a sua volta genera valore per l’indotto, purché ci sia naturalmente un valido piano industriale». Così il presidente di Confindustria Simone Bettini, ieri al Congresso del 2070° Distretto del Rotary International a Firenze presso il cinema Odeon, si è soffermato sulla situazione economica, anticipando il tema della prossima assemblea di Confindustria di giovedì 13, dove l’Irpet illustrerà il rapporto 2012 sulla Toscana. «La nostra principale materia prima è l’ingegno e la capacità di fare, qualcosa che non possiamo disperdere. Lo dobbiamo fare stimolando il concetto di valore e avvicinando la scuola all’impresa, senza perdere di vista il bene comune e l’interesse generale».

Simone Bettini, Gianna Scatizzi e Gabriele Berlincioni

Simone Bettini, Gianna Scatizzi e Gabriele Berlincioni

L’intervento del presidente di Confindustria si è tenuto nell’ambito di un dibattito, curato dal giornalista Massimo Lucchesi, cui hanno partecipato Gianna Scatizzi, presidente di Confartigianato Toscano e Gabriele Berlincioni della Giunta della Camera di Commercio di Firenze.

Il congresso del Rotary è l’ultimo del Distretto 2070° che comprende Toscana, Emilia Romagna e San Marino. Dal 1° luglio nasceranno rispettivamente il 2071° per la Toscana e il 2072° per il restante territorio. «È tempo di bilanci – ha detto il governatore uscente Franco Angotti – con cifre che ci confortano. I giovani del Rotaract hanno raggiunto il numero 980 soci in 59 club. Altro primato nell’Interact (i giovani da 14 a 18 anni, ndr) con circa 180 soci su 11 club. Ben 87 club del Rotary su 104 concorreranno ad ottenere la cosiddetta ‘lode presidenziale’ a testimonianza di aver ben operato durante l’annata rotariana. Un numero mai raggiunto finora. Resta il problema del calo dei soci. Complessivamente sono stati 25, numero di per sé non elevato, ma che non coincide con l’obbiettivo che avevamo avuto di una crescita di almeno il 3%».

Sul tema del calo della partecipazione è intervenuto anche Giovanni Jandolo, rappresentante del presidente internazionale del Rotary Sakuji Tanaka. «Siamo ancora un po’ troppo malati di autoreferenzialità – ha detto – e arroccati sulla difesa di valori e tradizioni che sono importanti se sono ancora attuali attraverso la politica del fare e non quella delle teorizzazioni e della solennità. Dobbiamo dare esempi concreti, abbiamo enormi riserve di generosità e dobbiamo saperle sfruttare».

Nel pomeriggio è stato il turno delle nuove generazioni, con gli interventi dei rappresentanti di Rotaract e Interact. Oggi la consegna di riconoscimenti ai rotariani più attivi e, in chiusura, il passaggio (in questo caso lo «sdoppiamento») del collare dal governatore uscente Franco Angotti ai due nuovi: Gianfranco Pachetti per il 2071° distretto e Giuseppe Castagnoli per il 2072°.

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Sandro Addario

Sandro Addario

Giornalista

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