Il sindaco: via ai lavori entro sei mesi

Apre Pitti. Renzi: aeroporto e Fortezza bloccati dalla burocrazia

di Marco Bastiani - - Eventi

Via a Pitti Immagine Uomo edizione 84 alla Fortezza da Basso

Via a Pitti Immagine Uomo edizione 84 alla Fortezza da Basso

FIRENZE – “Ho invitato il premier Enrico Letta a Pitti Immagine, è un nostro biglietto da visita, non è venuto solo perché c’era il G8 in Irlanda del Nord. Lo inviteremo di nuovo a gennaio”. Lo ha detto Matteo Renzi, sindaco di Firenze, aprendo Pitti Immagine Uomo edizione numero 84 alla Fortezza da Basso. Il riferimento è a una presunta volontà di non dare visibilità al presidente del consiglio, voce che si era diffusa nei giorni scorsi.

Il sindaco ha poi parlato del “blocco burocratico” che sta frenando lo sviluppo. “Le pedonalizzazioni le abbiamo fatte perché erano possibili“, ha sottolineato Renzi facendo un bilancio di quello che lui ha chiamato “un primo mandato” facendo intendere volontà di ricandidarsi fra un anno.

Le cose non fatte sono state colpa della burocrazia: aeroporto e Fortezza prima di tutto“, ha aggiunto Renzi . “Quella dello scalo di Firenze non è una pista… lo sforzo dell’amministrazione è stato molto chiaro, si è provveduto a lunga discussione, oggi grazie all’impegno della Regione Toscana, si farà qualcosa. Da qui al prossimo Pitti di gennaio si dovranno far partire i lavori, lo ha assicurato anche Rossi”.

Sulla Fortezza, Renzi ha detto che lo stop è stata anche colpa di una lite fra Regione e Soprintendenza, ma fra 9, 10 mesi ci sarà l’atto di recupero. “Poi c’è un problema economico – ha aggiunto il sindaco -. O lo fa Firenze Fiera attraverso il coinvolgimento di partner istituzionali e indebitamento, oppure siamo pronti a ricorrere ai fondi europei che per la prima volta dal 2014 al 2020 saranno accessibili anche alle città metropolitane. Firenze potrà attingere a 200 milioni di euro e ci potrebbe star dentro anche la Fortezza“.

Ha parlato di export Carlo Calenda, vice ministro, Ministero dello Sviluppo Economico. “L’Europa e gli Sati Uniti lanceranno un accordo sul libero scambio, abbatterà dazi e barriere agli investimenti. L’asse dello sviluppo riparte dall’Occidente e definisce standard comuni da proporre agli altri Paesi. Questo è importante anche per il tessile. L’Italia sarà il primo Paese a beneficiarne”, ha detto Calenda.

La stima che abbiamo fatto fare per il tessile abbigliamento significherà un aumento dell’export del 18 per cento“, ha aggiunto Calenda riferendo i dati di un rapporto governativo. Secondo il vice ministro “l’Europa dovrà avere la schiena dritta e una politica comune, altrimenti rischierà la marginalizzazione”. Calenda ha anche promesso che “il governo stanzierà dei fondi e rafforzerà Pitti Immagine alla prossima edizione proprio per quanto riguarda l’export. Io stesso sono disposto a venire con gli imprenditori per cercare commesse”.

“Made in Italy non sono solo investimenti, ma anche menti e mani. Purtroppo, il Made in Italy è stato strapazzato invece abbiamo bisogno di riconoscibilità nel mondo e di una garanzia che ciò che viene venduto come fatto in Italia lo sia davvero”, ha poi detto Stefano Ricci, presidente del Centro di Firenze per la Moda Italiana aggiungendo che “non vorremmo fare la fine della Gran Bretagna che ha perso la tradizione cachemire”. Una richiesta Ricci la fa anche per Firenze davanti al sindaco Matteo Renzi: “Bisogna assolutamente ristrutturare la Fortezza da Basso“.

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