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Malta, esercitazione multinazionale per la sicurezza sul mare

Esercitazione Canale 2013 1
Esercitazione Canale 2013 (Justin Gatt – Afm courtesy)

da MALTA – La sicurezza in mare viaggia anche attraverso la cooperazione tra gli stati. Questo l’obiettivo dell’esercitazione aeronavale «Canale», giunta alla diciannovesima edizione, in corso in questi giorni nelle acque di Malta. A chiamare «mare nostro» il Mediterraneo sono più voci: Italia, Francia, Malta, Marocco, Algeria, Tunisia, Libia. Quest’ultima in particolare è presente con tre imbarcazioni militari, mentre lo scorso anno ne aveva inviata una sola.

Esercitarsi congiuntamente in attività come il Sar (ricerca e salvataggio di naufraghi), Mle (rispetto della legge sul mare), Eod (ricerca di esplosivi) significa parlare tutti lo stesso linguaggio operativo e migliorare i tempi e la qualità degli interventi. Dal soccorso ai natanti con a bordo migranti alla disperata ricerca di una vita diversa, al controllo della navigazione mercantile per evitare illeciti e abusi.

Ammiraglio Foffi (a sin) e Brigadier Xuereb
Ammiraglio Filippo Maria Foffi (a sin) e Brigadier Martin Xuereb

Alla chiusura delle attività sono intervenuti ieri, nel porto di La Valletta, il comandante in capo della Squadra Navale italiana, ammiraglio Filippo Maria Foffi (in rappresentanza del capo di Stato Maggiore della Difesa italiano) e il comandante delle Forze armate di Malta (Afm), brigadier Martin G. Xuareb. L’incontro tra i due alti ufficiali non è stato casuale, perché entrambi si conoscono da tempo avendo lavorato insieme in ambito europeo a Bruxelles. «Nella nostra operatività è fondamentale conoscersi anche di persona, aiuta a capire e migliora la cooperazione» dice – in un ottimo italiano – lo stesso Xuareb, che ha iniziato la sua carriera militare presso la Scuola di Fanteria e Cavalleria a Cesano e ha trascorso un periodo di addestramento a Orvieto.

«Una barca in mezzo al mare in acque internazionali – sottolinea l’ammiraglio di squadra Foffi ai giornalisti – è sempre un naufragio e come tale le va prestato soccorso. Occorre saperlo fare con coordinamento ed efficacia, perché i flussi migratori come la sicurezza in mare sono un problema di tutti e non di un solo paese. Ci sono questioni che vengono affrontate giornalmente, non solo con Malta ma anche con gli altri paesi e che si risolvono grazie ad una sempre maggiore interoperabilità. Non ci sono gruppi navali che ogni tanto si uniscono, ma siamo davanti ad un unico team abituato giorno dopo giorno, notte dopo notte, a lavorare con continuità insieme».

L’Italia è presente all’esercitazione Canale con il pattugliatore d’altura «Comandante Cigala Fulgosi» di stanza ad Augusta al comando del capitano di Fregata Massimiliano Lauretti, unitamente a elicotteri e mezzi della Guardia Costiera. Partecipa anche un battello della componente navale dei Carabinieri, il CC813 «Di Bonaventura» comandato dal maresciallo capo Igor Sistilli, di stanza a Pozzallo (Ragusa). «»

Difesa, Sicurezza


Sandro Addario

Giornalista

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