Sensi: «Unicoop, dopo i megastore è tempo di tornare ai negozi»

Adriano Sensi, presidente Unicoop Scandicci
Adriano Sensi, presidente Unicoop Scandicci
Adriano Sensi, presidente Unicoop Scandicci

FIRENZE – Dopo i megastore è tempo di tornare ai piccoli negozi, più redditizi nei momenti di crisi e di concentrarsi sulla charity. Queste le linee guida tratteggiate da Adriano Sensi, presidente dell’Unicoop Scandicci dall’aprile 2011. Il suo mandato scadrà ad aprile 2014 e in questa intervista esclusiva svela le attività della cooperativa che vanno dal sociale al turismo, con un interesse particolare al progetto “Riguardiamoci il cuore” di cui è stato ideatore quando era presidente dell’Humanitas.

Presidente, a che punto è il progetto per il punto vendita di Badia a Settimo, che comprende anche la zona di Pontignale?

Una nuova realizzazione ci sarà, ma saranno tempi lunghi contiamo di finire nel 2016-2017. Il progetto esiste già, il comune di Scandicci ha inquadrato 25000 metri quadri di commerciale ma non sarà più così, perché l’Unicoop sta lavorando a un progetto nuovo che prevede circa 4000 metri quadri di vendita alimentare e altri 10-15 mila metri quadri di commerciale compresi alcuni servizi per la città. Il progetto è stato modificato perché punti vendita tanto grandi non sono più sopportabili, come per esempio l’Ipercoop di Lastra a Signa; noi gli ipermercati li stiamo modificando tutti, già è stato modificato quello di Sesto Fiorentino, quello di Montecatini e verrà modificato anche quello di Lastra a Signa.

Come mai l’Unicoop ha fatto questo scelta?

Perché non ha più un’appetibilità per la grandezza che hanno e un riscontro sul piano economico… cioè sono quelli meno redditizi sul piano economico, perché commercialmente ogni metro quadro che si apre ha un costo, quindi più aumentiamo l’ampiezza più abbiamo costi e oggi dobbiamo ridurre i costi in virtù di una difficoltà economica dei soci, quindi ad una vendita minore rispetto a prima. In questo ambito abbiamo visto che non conviene più avere gli ipermercati ma oggi quelli che sono più redditizi sono o i piccoli punti vendita, come questo di Scandicci, o i superstore come quello di Ponte a Greve. E’ evidente che nella zona di Pontignale mancando tutta una serie di servizi bisognerà puntare, sia come sezione soci, sia come istituzione, a una realizzazione non solo commerciale. E siccome siamo alle porte della città, e siamo in una zona nevralgica, che è l’uscita dell’autostrada, bisognerà fare qualcosa di appetibile per chi si ferma e che poi da lì si trasferisce verso Firenze. Naturalmente questi servizi sono tutti da pensare, da inventare, ma dovranno essere servizi utili alla città e per quella zona, che è in forte espansione.

Avete anche programma altri progetti?

Abbiamo in programma la realizzazione di un nuovo negozio a Vingone per il prossimo anno. Il progetto è già pronto, il Comune di Scandicci ha già fatto tutti gli atti per poterlo realizzare e lì verrà un mini-mercato con una serie di attività che migliorano l’area di Vingone. Verrà un bellissimo parco di 20mila metri quadri , con un parcheggio pubblico e poi piste ciclabile che porteranno alla tramvia. Questo è un progetto che riqualificherà tutto il quartiere di Vingone.

L’Unicoop Scandicci continuerà a impegnarsi nel sociale anche in questi tempi di crisi?

Certamente, l’11 di luglio ci sarà una cena al Castello dell’Acciaiolo dei partecipanti alla “Mezza maratona Città di Scandicci”, corsa podistica che si è tenuta il 19 febbraio scorso. La maratona è stata una tappa del progetto “Libera la tua terra – Scuola, impresa, città” promosso con il contributo di Unicoop e di importanti aziende del territorio nonché del Comune e di Scandicci Cultura con l’associazione Libera di Don Ciotti. I proventi della cena andranno all’Unità Spinale di Careggi e all’unico senegalese sopravvissuto alla strage di Piazza Dalmazia.

Lei è stato promotore anche della manifestazione dedicata alla prevenzione dell’ictus e infarto “Riguardiamoci il cuore”. Rispetterete l’appuntamento anche quest’anno?

Non so se sarà possibile perché è un’iniziativa molto dispendiosa, visto i costi che si devono sostenere sia per l’allestimento di una sorta di grande ambulatorio all’aperto con relative apparecchiature sia per il pagamento degli infermieri, mentre il personale medico è costituito da volontari. Unicoop Scandicci e Firenze hanno sempre sostenuto questa iniziativa perché la questione degli stili di vita corretti è sempre stata un punto fermo per i nostri progetti sociali. Tant’è che è nata anche una collaborazione con ANT per la realizzazione di un libro “Alimentazione e salute – la prevenzione a tavola” che vuole essere uno strumento semplice per guidare il lettore alla ricerca di uno stile alimentare sano. Come Unicoop abbiamo aderito per la raccolta fondi a un importante progetto di Humanitas Scandicci che ha acquistato una parte della Casa del Popolo di Badia a Settimo e qui realizzerà un Casa famiglia per i disabili che restano soli. Inoltre, abbiamo la “Fondazione Il cuore si scioglie”, nata nel 2010, che si occupa di adozione a distanza e di progetti di solidarietà rivolti non solo verso il terzo mondo ma anche verso l’Italia, per esempio con l’associazione Dynamo Camp.

Come è nata la collaborazione con la Dynamo Camp?

E’ stata un’idea di Daniela Mori – responsabile dei progetti sociali di Unicoop Firenze – che ha avuto contatti con i ragazzi della Dynamo Camp e così ha proposto di visitare la struttura e abbiamo avuto un riscontro molto positivo in chi ha partecipato. Per esempio, c’è chi ha chiesto di fare il volontario, chi ha deciso di donare il 5 per mille, etc. In collaborazione con questa associazione è nata una “scuola di volontariato”: per chi vi partecipa è un’opportunità formativa che offre un’esperienza di vita importante.

Associazioni, solidarietà

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