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Wolverine l’immortale: recensione e trailer

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Regia: James Mangold
Prequel: X-Men le origini - Wolverine
Cinematografia: Amir Mokri
Scritto da: Chris Claremont, Frank Miller
SCENEGGIATURA: Christopher McQuarrie, Mark Bomback
CAST: Hugh Jackman, Brian Tee, Hiroyuki Sanada, Hal Yamanouchi, Will Yun Lee, Rila Fukushima, Tao Okamoto
FOTOGRAFIA: Matthew Libatique
MONTAGGIO: Michael McCusker
MUSICHE: Marco Beltrami
PRODUZIONE: Marvel Enterprises, Twentieth Century Fox Film Corporation
DISTRIBUZIONE: 20th Century Fox
GENERE: Azione, Avventura
DURATA: 126 Min
USCITA: 25 luglio 2013

 

‘Wolverine – L’immortale’ è diretto da James Mangold, con protagonista Wolverine, supereroe dei fumetti nato dalla Marvel Comics.

Torniamo nel mondo dei mutanti e la pellicola è il seguito di “X-Men: Conflitto finale”, con Wolverine/Logan che si trova in un esilio deciso da lui stesso, ma che dovrà abbandonare poiché viene richiamato da una sua vecchia conoscenza in Giappone.

La vita di Wolverine si ricongiunge ad un amico di vecchia data Yashida, che aveva aiutato durante il bombardamento di Nagasaki, nel secondo conflitto mondiale. Ora Yashida è un ricco magnate della tecnologia e recupera Logan grazie alla giovane Yukio..

Yashida ha uno scopo preciso, salvare se stesso e far recuperare la mortalità a Logan e liberarlo della sua condizione di immortale mutante..

Il cast è lo stesso dei precedenti capitoli ove ci sono tanti riferimenti alle pellicole già uscite della saga.

Wolverine è preda dei fantasmi per la perdita di Jean, il suo animo è lacerato.

Questo secondo spin-off, legato ad uno dei personaggi più controversi della Marvel, è un concentrato di sentimenti e fisicità. Logan ha un passato difficile (che abbiamo visto nel primo spin-off) e convive con l’adamantio nelle pelle e con il suo gene mutante capace di rigenerarsi sempre.

Wolverine in esilio, assomiglia maggiormente di più a Logan, perfettamente interpretato da Hugh Jackman, che al cospetto di Yashida, dovrà fare i conti con una nuova condizione.

Il film non è proprio un capolavoro, perchè non punge mai, rimane in un limbo ove l’azione e i sentimenti vengono corroborati e dove le scene di azione non sono mai così determinate.

La pellicola ha comunque una coreografia azzeccata.

Logan può decidere di aiutare il suo amico, ormai in punto di morte, donandogli il suo gene in cambio della sua mortalità.

Ma la guarigione di un amico vale una nuova condizione?

Il viaggio di Wolverine nel paese del sol levante è un viaggio sopratutto interiore, ove combatterà sentimenti contrastanti per capire dove sta il bene e il male.

Logan si troverà a difendere Mariko, suo vecchio amore e nipote di Yashida, senza i suoi poteri, convivendo con i limiti di un corpo umano, fino a capire finalmente la sua vera identità in un percorso voluto da Mangold, con una pellicola dal vago sapore thriller.

La terra giapponese racchiude in sé alta tecnologia e tradizione, come Wolverine incarna perfettamente la figura del guerriero tradizionale nipponico senza padrone, ronin. Interessante è la figura di Mariko, anch’ella combattuta tra il sentimento di riverenza verso il nonno e la passione verso Logan.

Da vedere.

Voto 4 su 5

Dove vederlo

Cinema

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