Scontro Pd-Pdl

Mps: chiusa l’indagine Antonveneta, divampano le polemiche politiche

di Massimiliano Mantiloni - - Cronaca

Mps, scoppia la polemica politica tra Pd e Pdl

Mps, scoppia la polemica politica tra Pd e Pdl

SIENA – Chiusa l’inchiesta giudiziaria Mps-Antonveneta, la polemica si sposta sul fronte politico. Il fatto che i magistrati abbiano confermato di non aver trovato tangenti nei 20 mesi di indagini, e che nessuno degli 11 indagati, 9 persone e 2 banche (Mps e JP Morgan), abbia agito per trarre profitti personali, ha riavvivato un fuoco mai spento.

A farlo il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi (Pd), che sul suo profilo fb cita l’ex segretario dei democratici Pierluigi Bersani: «chi sperava in un coinvolgimento del Pd in cambio di soldi, ora andrebbe semplicemente sbranato». Un riferimento diretto a coloro che, quando l’inchiesta esplose, a fine gennaio, parlarono di un sistema di tangenti e di finanziamenti del partito: esponenti del M5s e del Pdl. Parole alle quali replica, indirettamente, Maurizio Gasparri per il quale il Pd con Mps «aveva una banca e forse ce l’ha ancora». Più diretto il coordinatore regionale toscano del Pdl Massimo Parisi: «Rossi avrebbe dovuto avere il buon gusto di tacere perché parlare solo dell’aspetto giudiziario significa mistificare la realtà per negare un’evidenza», dice Parisi, convinto che il governatore e il Pd «dovrebbero scusarsi con i senesi e con i toscani per dove hanno condotto la banca: chi comandava in Mps era solo e soltanto il Pd».

Oggi si è riunita la Deputazione generale della Fondazione Mps, per quella che dovrebbe essere l’ultima seduta presieduta da Gabriello Mancini. Comune e Provincia di Siena, che con il nuovo statuto nominano 6 consiglieri (4 e 2) della deputazione e non più la maggioranza come avveniva in precedenza, hanno designato i propri consiglieri. Il problema resta quello del presidente: il sindaco Bruno Valentini si augura che sia una figura di alto profilo anche se tre giorni fa ha incassato il no di Romano Prodi. Sul piatto sarebbe rimasto uno degli attuali consiglieri, Alessandro Piazzi, gradito all’ex sindaco Franco Ceccuzzi (Pd), e Divo Gronchi attuale presidente della Carismi che piace all’Udc. Una corsa difficile per entrambi, e molti si aspettano una sorpresa.

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Massimiliano Mantiloni

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Giornalista
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