Morti ospedali, Marroni: «Pronti a collaborare con gli ispettori del Ministero»

FIRENZE – «Il ministro della salute Lorenzin ha disposto l’invio di ispettori agli ospedali di Grosseto e Orbetello. Collaboreremo con loro, per confrontarci e individuare meglio i passaggi in cui sono stati compiuti eventuali errori. Così come daremo massima collaborazione alla Procura di Grosseto, perché sia fatta maggiore chiarezza su entrambi gli episodi». Così l’assessore al diritto alla salute Luigi Marroni sui decessi di una 17enne e di un 76enne, avvenuti rispettivamente agli ospedali di Orbetello e di Grosseto.
Marroni ha fatto anche il punto sulle richieste di risarcimento sugli «eventi avversi» nella sanità toscana, rilevando che sono in diminuzione e comunque in linea con altre regioni in rapporto al numero di abitanti, sui casi relativi alle trasfusioni sbagliate («l’incidenza risulta inferiore a quella stimata in altri contesti sanitari europei»), e sulle segnalazioni che la Toscana fa dei cosiddetti «eventi sentinella»: insieme a Lombardia Emilia è fra le regioni che ad oggi ne segnala di più «al sistema di sorveglianza del ministero della Salute. Questo non significa certo che la nostra sanità sia peggiore».

In particolare, sul numero delle richieste di risarcimento «per lesioni o decessi nel 2008 è stato pari a 1.583; nel 2012 risulta di 1.362, in calo sia in valore assoluto, ma soprattutto se rapportato al numero dei ricoveri annuali. In questi ultimi 6 anni l’indicatore delle richieste di risarcimento si è dimezzato. I dati della Regione Toscana sono in linea con quelli di altre regioni italiane in rapporto al numero di abitanti». Un recente studio ha dimostrato un tasso nazionale di eventi avversi pari a 5,2 per ogni 100 ricoveri. Di questi danni, circa il 40% potrebbero essere prevenuti. I dati di un analogo studio condotto in Regione Toscana evidenziano un tasso medio dell’1,8% di eventi avversi nelle aziende sanitarie e del 5% nelle aziende ospedaliere. Per gli incidenti trasfusionali, chiarisce ancora Marroni, «il rapporto tra errori trasfusionali e numero di trasfusioni tende a variare da un paese ad un altro, anche se in media si colloca sul valore di 1 caso di errore da trasfusione di sangue incompatibile su 40.000 trasfusioni. Si tratta in genere di dati che sottostimano il fenomeno. In Toscana negli ultimi anni, dal 2008 ad oggi, sono stati segnalati al Centro Grc 9 incidenti trasfusionali (incluso Grosseto), su un totale di circa 180.000 trasfusioni all’anno. L’incidenza risulta pertanto inferiore a quella stimata in altri contesti sanitari europei. Va tenuto presente anche che la letalità è inferiore al 10%. Si tratta anche di capire, e purtroppo non sempre è un’informazione acquisibile, quanto la trasfusione errata ha pesato sulla malattia di base del paziente e quindi quanto ha influito sul decesso».
