«Segretario e sindaco sono ruoli incompatibili»

Pd, D’Alema: «Voterò un altro se Renzi si candida segretario»

di Massimiliano Mantiloni - - Politica

Massimo D'Alema alla festa del Pd a Firenze

Massimo D’Alema alla festa del Pd a Firenze

FIRENZE – «Fare il segretario del Partito Democratico è estremamente impegnativo. A mio giudizio, poi io non ho l’energia di Renzi, il ruolo di segretario è difficilmente compatibile con ruoli istituzionali». Così Massimo D’Alema alla festa del Pd a Firenze, parlando di Matteo Renzi.

E proprio il sindaco è stato il piatto forte dell’intervento di D’Alema. «Quando io andrò a votare nel mio circolo, se Renzi si candida come segretario, io voterò un altro» ha ammesso D’Alema. «Se lui facesse il segretario del partito e anche il candidato premier -ha proseguito- si troverebbe in una posizione molto logorante e rischierebbe di arrivare molto più debole all’appuntamento delle primarie. Se lui fa la scelta di impadronirsi del partito, il suo cammino è molto problematico. Lo consiglierei di calcolare consapevolmente. Se lui è il segretario di un partito che sostiene il governo ogni parola che dice lo metterebbe in conflitto con Letta».

Quindi il capitolo Berlusconi ed il futuro prossimo del governo. «Durante le elezioni per il presidente della Repubblica, Berlusconi mi chiamò per dirmi il motivo per cui loro non avrebbero potuto votare per me. Se io potessi dargli un consiglio sarebbe quello di dimettersi, il che non significa che nelle forme possibili possa dirigere il suo movimento politico al di fuori delle istituzioni».

Poi una previsione: «Penso che il governo abbia una missione da svolgere. Innanzitutto agganciare la ripresa e promuovere l’occupazione e poi accompagnare quelle riforme, come la legge elettorale del Parlamento, che sono attese da lungo tempo, per le quali sarà presentato il documento dei saggi e quindi si avvierà il lavoro parlamentare. C’è il semestre di presidenza italiana dell’Unione europea. Tutto questo ci porta ragionevolmente verso il 2015».

Capitolo-Imu. «Alla fine si è trovato un ragionevole compromesso, al di là della propaganda di Berlusconi, che va considerata come tale, quindi non vale nulla».

Infine un commento sull’incandescente situazione siriana. «L’Europa è confusa rispetto al mondo arabo, a volte appoggiamo i fondamentalisti, a volte i militari golpisti…bene la prudenza del governo» ha detto Massimo D’Alema.

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Massimiliano Mantiloni

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Giornalista
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