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Mario Gomez dopo la partita di Genova, la penultima giocata

Fiorentina show con il Genoa. Doppiette per Rossi e Gomez

Pepito Rossi ieri sera ha segnato una doppietta
Pepito Rossi

Riecco la Fiorentina dello scorso anno. Quella che costruiva, segnava e vinceva. Dopo il campanello d’allarme suonato giovedì sera in Europa League, a Marassi i viola sfornano una prestazione autoritaria, chiudono la partita nel primo tempo (tardiva la reazione del Genoa che porta al 5-2 finale), inguaiano l’ex Fabio Liverani che potrebbe essere subito esonerato e, per quello che conta, dopo 2 giornate tengono il passo di Juventus, Napoli, Roma e Inter.

La stagione delle grandi attese inizia dunque nel migliore dei modi: la giornata di domani che chiuderà il mercato viola può trascorrere serenamente, senza bisogno che i dirigenti si svenino per gli ultimi ritocchi. Probabilmente, come vanno dicendo da giorni in Fiorentina, la squadra in effetti va bene così.

Anche perché lo stesso Montella tra l’altro espulso per proteste nel finale, assicura di essere super-contento e inizia a metterci del suo. Stasera, ad esempio, cambia modulo, inventando una sorta di 4-3-1-2 con Borja Valero alle spalle delle due punte. Da trequartista lo spagnolo sembra ritrovare lo smalto perduto a inizio stagione e ne beneficia anche Aquilani, autore di una gran partita con gol ed assist.

Ma a parte Gomez che finalmente si è sbloccato (zampata e rigore trasformato), il protagonista assoluto è Pepito Rossi, autore di una doppietta con due gol diversissimi. Con tre gol in 2 partite e una condizione che pare già molto buona nonostante i due anni (!) di assenza dai campi da gioco si candida al ritorno in azzurro  e anche se nelle convocazioni del pomeriggio l’ex Villareal non figura, c’è da scommettere che alla prossima tornata, Prandelli non lo ignorerà. 

E dire che all’inizio sembrava una serata storta. Pochi minuti e proprio la coppia delle meraviglie Gomez-Rossi s’inceppa clamorosamente. Su assist di Borja Valero, il tedesco liscia la girata e colpisce – sporco – il palo. Sulla ribattuta per “Pepito” pare un gioco da ragazzi trovare il vantaggio ma la sua conclusione da 5 metri finisce clamorosamente a lato.

Montella sembra non capacitarsi perché occasioni da gol del genere non è ammissibile vederle fallire neppure da giocatori di media qualità, ma il Genoa è troppo poco per impensierire questa squadra. Che, non a caso, di lì a poco (10′) segna comunque. Su un corner dalla destra ci sono addirittura 4 uomini viola soli in area di rigore.

La capocciata vincente la trova Alberto Aquilani che festeggia così la convocazione in Nazionale. Per buttarla dentro, l’ex romanista deve addirittura abbassarsi. I rossoblù accusano il colpo e a stretto giro di posta (14′) sono traditi anche dal loro promettente portiere. Perin infatti la combina davvero grossa.

Su una torre di Gomez, Rossi ci prova dai 30 metri: il suo sembra un tiro senza pretese ma l’ex pescarese si tuffa in modo goffo e finisce per accompagnare la sfera in rete. Non è passata neppure mezzora ma la gara sembra già in ghiacciaia. Anche perché stavolta i segnali positivi arrivano anche dal discussissimo Neto. Che dice due volte di no ad altrettante incornate di Alberto Gilardino.

Stavolta il portiere viola sembra in serata giusta e anche se “becca” l’ennesimo cartellino giallo perché ritarda la battuta di un calcio di punizione, chissà se qualche suo detrattore si sarà convinto davvero delle sue potenzialità. A meno che domani Pradè non piazzi l’ultimo colpo e prenda anche Julio Cesar.

Mario Gomez
Mario Gomez

Quello più importante (Gomez) da ieri brilla di nuovo di luce propria. Al minuto 40 trova infatti il suo primo gol da quando è in Italia, quello che chiude definitivamente il match di Marassi. Su un cross dalla sinistra di Pasqual il “tedescone” trova la zampata vincente sotto misura anticipando l’intera difesa ligure. E’ l’episodio su cui cala il sipario del primo tempo ma praticamente di tutta la gara.

Nella ripresa il Genoa prova infatti a rimettere fuori la testa con Alberto Gilardino che segna uno splendido gol con una gran volèe (incolpevole Neto) dopo 8 minuti ma a stretto giro di posta Pepito Rossi sigla il 4-1 con un tocco di sinistro da due passi su magnifica assistenza di Aquilani.

Poco importa se al quarto d’ora Compper commette un’ingenuità affondando Gilardino: Lodi trasforma il conseguente rigore, quello del 4-2, perché grazie alla prontezza di Neto in almeno due circostanze, il Genoa non segna più. Anzi, nel finale arriva il definitivo 5-2 grazie a un rigore conquistato da Mati Fernandez e trasformato da Mario Gomez. Così, alla fine a Marassi si sentono solo i tifosi della Fiorentina che fanno festa.

Per almeno 15 giorni i viola saranno in testa alla classifica, anche se in compagnia di molte altre grandi: ma sognare, in fondo, non costa nulla, anche perché alla ripresa del campionato dopo la sosta al Franchi arriva il non trascendentale Cagliari e ipotizzare un altro successo degli uomini di Montella è tutt’altro che proibito.

Fiorentina, Genoa


Massimiliano Mugnaini

Giornalista

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