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Cesare Prandelli, ct della Nazionale

Nazionale, Prandelli: «Vinciamo queste due sfide, poi pensiamo al Mondiale»

Cesare Prandelli, ct della Nazionale in conferenza stampa a Coverciano
Cesare Prandelli, ct della Nazionale in conferenza stampa a Coverciano

COVERCIANO (FI) – Il Brasile è lontano. Cesare Prandelli ha chiarito le proprie aspettative sul futuro nella conferenza stampa che ha aperto il raduno azzurro di Coverciano in vista dei prossimi due impegni validi di qualificazione ai Mondiali 2014, venerdì a Palermo contro la Bulgaria e martedì a Torino contro la Repubblica Ceca. «Sono concentrato su queste due partite –ha detto Prandelli  Direi specie sulla prima contro la Bulgaria, che è una squadra che ci può mettere in difficoltà, e lo abbiamo visto nella gara d’andata».

«Il messaggio che lancio è quello di vincere queste due sfide, poi potremo parlare di Mondiali» sintetizza Prandelli, la mente rivolta all’ottima classifica da capolista del girone, ma anche alle insidie nascoste nel mese di settembre. La prima insidia è quella della condizione fisica non al top ed a livello europeo si fa sentire. Ecco perché ha puntato su forze fresche come Gabbiadini e Insigne in attacco, il ritorno di un cursore come Abate, l’energia di un incontrista come Thiago Motta mantenendo la qualità di Pirlo, Montolivo e De Rossi.

Fiducia anche per il tandem d’attacco rossonero El Shaarawy-Balotelli. «Ad El Shaarawy la concorrenza farà bene, sia in Nazionale che nel club, è questa la strada per diventare un grande giocatore. Balotelli sta cercando di diventare grande, Allegri in questo lo può aiutare. I grandi calciatori sono quelli che riescono anche a gestire le provocazioni. Quando Balotelli saprà stare in campo per 90’ e pensare solo al calcio vorrà dire che sarà diventato grande» l’analisi di Prandelli.

Cesare Prandelli ha l’aria serena dei giorni migliori, anche se l’attualità può preoccuparlo. «È una Serie A col record di stranieri? Ce ne sono tanti ed è difficile per tutti cercare di programmare, e penso al settore giovanile azzurro. All’inizio si pensava potesse essere uno stimolo, ma non abbiamo avuto grandi riscontri. Una riflessione va fatta, e non solo mediatica. Se fossi un presidente, penserei a lavorare sui miei ragazzini per portarli in prima squadra completando poi il gruppo magari con degli stranieri. Riguardo all’azzurro, i nostri giovani fanno fatica. Hanno dei limiti tecnici e di personalità per reggere i confronto, ma non li abbandoneremo. In amichevole li abbiamo proposti sempre. Certi hanno retto bene, certi altri no. E in campionato non hanno continuità di presenza e io devo fare un bilancio su tutto».

Inevitabile l’accenno al campionato: «Mi hanno colpito Napoli e Inter. Benitez in poche settimane ha dato una nuova filosofia di gioco, cambiandola radicalmente. Higuain, poi, è un grande campione. Anche Mazzarri ha dato la sua impronta, sa soffrire e dare grande profondità alla squadra. Alcune faranno un campionato a sé, e poi le altre. In passato alcune piccole facevano qualcosa in più, adesso non sono riuscite a fare neppure questo. Forse c’è troppa differenza tra le grandi squadre e le altre».

Andrea Barzagli ha lasciato Coverciano per una tendinopatia. Il numero 15 della Juventus dopo una visita con il professor Castellacci ha deciso di lasciare il ritiro dell’Italia. Cesare Prandelli per sostituire Barzagli ha chiamato un altro juventino: Angelo Ogbonna.

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Massimiliano Mantiloni

Giornalista

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