Storia di Firenze

Battistero di Firenze: gli uccelli alla Porta del Paradiso

di Luciano Artusi - - Cultura, Lente d'Ingrandimento

La Porta del Paradiso

La Porta del Paradiso

Tre stupende porte di bronzo dorato consentono l’accesso al Battistero di Firenze: quella di rimpetto al Duomo, definita da Michelangelo «del Paradiso», suddivisa in dieci pannelli a rilievo che riproducono storie dell’Antico Testamento, è il capolavoro di Lorenzo Ghiberti il quale la condusse a compimento in 27 anni (1425-52) e che orgogliosamente lui stesso definì essere «la più singolare opera che io abbia prodotta».

La porta, che può considerarsi una fra le più importanti opere artistiche della città di Firenze, mostra nella deliziosa cornice esterna di rifinitura, che le gira attorno a festone lungo gli stipiti, fra tralci e frutti elegantemente modellati, con diversi uccelli che ci piace menzionarli uno per uno. Osservando bene l’eccezionale opera notiamo, infatti, (con riferimento a sette formelle), una serie di animali realizzati con incredibile precisione, tanto da poterne individuare il nome della specie. Ma procediamo con ordine esaminando appunto, con solerzia, l’ornamentale cornice a fianco delle formelle, prese come punto di riferimento ad iniziare da quella in alto a sinistra per chi guarda la porta.

Formella di Adamo ed Eva: si può dire di trovarsi in presenza addirittura di una “voliera”, tanti sono gli uccelli che si individuano liberi su alberi e piante, allorché in vita, per nutrirsi, si posavano su quelli a loro più confacenti. Si nota un rigogolo cantatore, quindi un passero sopra un ramo di cipresso, un pappagallo tra le fronde di un melograno (l’albero simbolico del bene e del male nella tentazione di Adamo ed Eva), quindi una tortora fra gli steli di una pianta di fagioli, un tordo bottaccio sul ramo di un melo, un assiolo su quello di un albicocco ed infine, un’aquila ad ali semiaperte fra tralci e pampini di vite, posta proprio al centro della cornice.

Formella di Caino e Abele: qui si scorge un fiero rapace (sparviero?) fra un ramo di cedro e una pianta di melanzana, poi un’innocente colomba sulle Tralci, frutti e volatili nell’elegante cornice ai lati della Porta del Paradiso fronde di una pianta di miglio, una upupa su rami di mandorlo e un verdone su quelli di fico.

Formella di Noè: qui un uccello di non facile identificazione (potrebbe trattarsi di una folaga), che si alimenta fra spighe di grano, mentre si riconosce bene una civetta su un ramo di pino.

Formella di Abramo e Isacco: qui scorgiamo una sola al- lodola sopra una pianta di arancio.
Formella di Isacco, Giacobbe, Esaù: sono presenti due volatili; una starna sopra una pianta di panico ed un froso- ne, dal tozzo becco, su una di gelso.

Formella di Mosè: qui campeggia solitario un fringuello fra i rami di un’altea (pianta “officinale” dalle foglie coper- te da peluria) che non pare, almeno in questo caso, avere alcun legame con la sua alimentazione.

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Dal libro di Luciano e Ricciardo Artusi «A occhio e croce» – Passo dopo passo curiosando in piazza del Duomo – Firenze Leonardo Edizioni 2013. Per gentile concessione dell’Editore.

 

 

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Luciano Artusi

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