Il ct azzurro studia il percorso tra Lucca-Pistoia-Firenze

Mondiali di ciclismo, Bettini: «Firenze sarà senza respiro, con la pioggia sarà caos»

di Redazione - - Cronaca, Sport

Il ct della Nazionale di ciclismo Paolo Bettini

Il ct della Nazionale di ciclismo Paolo Bettini

FIRENZE – La prima fuga è sulla salita di Montecarlo di Lucca, ma il circuito di Firenze, da ripetere 10 volte, deciderà la corsa al titolo dei Mondiali di ciclismo 2013: le salite celebrate di Fiesole e via Salviati costituiscono un unico e decisivo blocco con un altro punto-chiave «la discesa da Fiesole a Pian di Mugnone che si fa a 80 km  orari» zone su cui il ct Paolo Bettini sta concentrando i dettagli della preparazione  degli azzurri.

«Il percorso non dà spazi di recupero -spiega -spiega Bettini- E siccome si stima che ci sarà sulla strada più di un milione di persone faccio appello al pubblico affinché si sparpagli sul circuito, perché ci sono punti che meritano altrettanta attenzione per i gesti tecnici e le tattiche di corsa». Prima di arrivare a Firenze la corsa partirà da  Lucca. La prima lettura tecnicamente valida della gara sulla salita di Montecarlo. Teoricamente ci può essere la prima fuga. Dopo una cinquantina di km, arriva San Baronto, salita classica, quasi sei km. «E’ il primo punto dove il gruppo si può rompere, la pendenza media è dell’8%, magari vanno via in 50-60 e gli altri a inseguire. Saremo pronti a controllare». Quindi la discesa verso  Casalguidi «il paese di Franco Ballerini e l’ingresso nella piana tra Pistoia e Prato. Dunque Firenze. Ingresso alle Cascine, transito sui lungarni, poi in piazza del Duomo, sarà bellissimo prima di tuffarsi nel circuito» dice Bettini.

«E’ bene evidenziare altri punti sottovalutati e considerando salita di Fiesole, discesa a Pian di Mugnone e via Salviati un blocco decisivo, non tratti separati tra loro. Mi riferisco alla discesa dopo Fiesole dove possono anche cambiare le posizioni; la via Bolognese dopo via Salviati, dove si riorganizzano le tattiche di gara: per me è la fase più complessa perché si esce dal blocco e bisogna capire come si continuerà; l’imminente tratto urbano di via Trieste e via Trento, rompigambe perché le curve e lo strappo in salita interrompono la linearità della discesa: qui non si fa fatica pura ma il gesto tecnico, la curva in contropendenza e come si reimposta lo sforzo può essere decisivo per guadagnare terreno verso il traguardo».

E se la gara pioverà? «Se piove sarà un ‘tritello’, non tanto per le possibili cadute quanto perché la pioggia favorirà un forte frazionamento del gruppo. Il percorso non dà recupero, con la pioggia la selezione sarà elevatissima».

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