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I bar, gli alberghi, i ristoranti e i negozi d'abbigliamento italiani chiudono per crisi

Confesercenti: chiudono bar e alberghi, persi 90mila posti di lavoro

I bar, gli alberghi, i ristoranti e i negozi d'abbigliamento italiani chiudono per crisi
I bar, gli alberghi, i ristoranti e i negozi d’abbigliamento italiani chiudono per crisi

FIRENZE – Stiamo vivendo un anno nero per il commercio ed il turismo. Secondo Confesercenti nei primi 8 mesi dell’anno hanno chiuso i battenti oltre 50mila tra bar, negozi, alberghi e ristoranti. 4.600 fra bar e ristoranti, mentre una chiusura su quattro riguarda un negozio di abbigliamento. Si teme che a fine anno avremo perso definitivamente 30mila imprese e 90mila posti di lavoro.

La disoccupazione giovanile morde ma i giovani non si arrendono: e per crearsi un posto di lavoro diventano imprenditori. Nel primo semestre 2013 4 imprese su 10 sono state avviate da giovani under 35 ma durano non più di 3 anni.

Notizie positive solo sul fronte web: negli ultimi 20 mesi aumentati del 24,5% i negozi online. Le attività di commercio web sono passate da 9.180 a 11.430: un saldo positivo di 2.250 unità, pari a quattro imprese in più ogni giorno. L’incremento maggiore di imprese è stato messo a segno nelle regioni del Mezzogiorno d’Italia, dove si realizza un aumento del 30,8%. Seguono il Nord-Est, che ha visto incrementare il suo stock di imprese di commercio al dettaglio via Web del 24,5%, e le regioni del Centro (+22,7%). Ultimo posto, invece, per il Nord-Est, dove le imprese crescono del 20,4%.

Altri dati drammatici da Coldiretti. Per effetto della crisi il 68% degli italiani ha tagliato i pasti fuori casa nei ristoranti, al bar in trattoria o in pizzeria mentre il 60% ha anche ridotto le spese per l’intrattenimento. C’è un 57% degli italiani poi costretto a tagli anche nei prodotti domestici di largo consumo.

L’innalzamento dell’aliquota Iva dal 21 al 22% colpirà direttamente i bicchieri degli italiani con rincari dalle bevande gassate ai superalcolici, dai spumanti alla birra, dai succhi di frutta al vino, fino all’acqua minerale, mentre sono esclusi la maggioranza dei prodotti di largo consumo come frutta, verdura, carne, latte e pasta.

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Massimiliano Mantiloni

Giornalista

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