A Firenze «Enigma», la macchina usata dai tedeschi per cifrare i messaggi

FIRENZE – Se la Seconda Guerra Mondiale è finita con la sconfitta del nazismo, lo dobbiamo anche allo studio della crittografia, la scienza che si occupa delle scritture nascoste, ossia dei metodi per rendere un messaggio non comprensibile a persone non autorizzate a leggerlo e, viceversa, dei metodi per decifrarlo. E’ il tema della mostra «Enigma. Decifrare la vittoria. Il contributo dei matematici polacchi nella Seconda Guerra Mondiale», esposizione dedicata alla macchina cifrante elettromeccanica ampiamente usata dalle forze armate tedesche per le comunicazioni via radio durante il conflitto bellico, il cui segreto fu violato con il contributo di un gruppo di matematici polacchi e inglesi, fra cui Alan Turing, uno dei padri dell’informatica. La decrittazione dei messaggi cifrati fornì importantissime informazioni alle forze alleate.
La mostra, è aperta presso la sezione della Specola del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze. L’esposizione, che rimane aperta fino al 15 ottobre, fornisce approfondimenti, attraverso supporti informatici, sull’affascinante mondo della crittografia e sul suo ruolo nella vita di tutti noi. Alla mostra è abbinata una gara di crittografia, giunta alla seconda edizione, a cui possono partecipare giovani dai 16 ai 25 anni, singolarmente o a gruppi di massimo tre persone.

paolo
può anche darsi che questa macchinetta abbia contribuito, seppure in infinitesima parte, alla vittoria degli Alleati. Ma la sconfitta tedesca è dovuta particolarmente e quasi totalmente alla strapotenza Americana, che ha rovesciato in Europa milioni di mezzi e soldati perfettamente armati e milioni di bombe (che ancora oggi spesso vengono ritorvate intatte), senza il cui intervento avremmo ancora i nazisti al comando dell’Europa, militarmente. In compenso, gli eredi, i nuovi cittadini tedeschi (Vedi Merkel) ci occupano economicamente e politicamente, e per questo i crittografi purtroppo non servono…