Un ricordo personale del magistrato Piero Luigi Vigna

Grazie Piero!

di Fabio Piccioni - - Cronaca

Piero Luigi Vigna

Piero Luigi Vigna

È passato poco più di un anno da quando Piero Luigi Vigna ci ha lasciato.

Nei suoi 9 lustri di attività in magistratura, ha segnato indelebilmente le gesta giudiziarie di Firenze e del Paese intero.

La sua lunga carriera inizia, infatti, nel lontano 1959 con l’incarico di pretore, prima a Borgo San Lorenzo e, poi, a Milano; successivamente, dal 1965 tornato a Firenze, è stato sostituto, procuratore aggiunto e infine, dal 1991, Procuratore capo presso la Procura della Repubblica presso il tribunale di Firenze. Il suo ruolo, dal 1997, di Procuratore Nazionale Antimafia, rientra a pieno nella storia della Repubblica.

Tra le numerose indagini da lui dirette risultano degne di menzione quelle sul terrorismo di estrema destra e sinistra, sui sequestri di persona a scopo di estorsione, sul traffico nazionale e internazionale di sostanze stupefacenti, sulle associazioni per delinquere anche di tipo mafioso, sui delitti del Mostro di Firenze, sulla criminalità mafiosa russa, sulla strage del rapido Napoli-Milano del 1984, sulle stragi mafiose verificatesi a Roma, Firenze e Milano tra il 1993 e il 1994.

Un uomo dalle doti umane e morali, prima ancora che professionali, fuori dal comune. Da anticonformista quale era, è stato ostile all’impegno dei magistrati in politica e ha sempre sostenuto l’ipotesi della separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri.

Ha vissuto la sua missione quale «parte imparziale», come amava definire lui il ruolo del pubblico ministero, promuovendo la gestione manageriale del processo, impiegando un innovativo approccio culturale e piena disponibilità di energie e abbandonando quelle vischiosità corporative e gelosie di ruoli, che lo hanno portato a riscuotere da tutto il mondo professionale e accademico piena ammirazione.

Apprezzabile è stato anche il suo lavoro per la diffusione della cultura della legalità anche tra i giovani.

Dal mio piccolo, non posso fare altro che ricordare quel giorno del 1994 in cui, da giovane laureando, mi recai a sentire la relazione che Piero teneva a un convegno. Durante la pausa lavori, ci trovammo fuori a fumare e fu lui a rivolgermi la parola: «Che studi fai?». Mi limitai, impacciato, a rispondere che stavo preparando la tesi in procedura penale. «Su che argomento?», proseguì lui. Il titolo (Il sapere del coimputato nel dibattimento) lo interessava e quindi, con mia incredulità, mi invitò a passare da lui in Procura per fargliela leggere. Risultato: ebbi l’onore di averlo come correlatore alla discussione della tesi!

Il nostro rapporto si è mantenuto nel tempo, fino a quando, nel 2000, mi fece un altro regalo: concedermi la sua autorevole prefazione alla mia prima pubblicazione. Infine, ho avuto il privilegio di sedere accanto a lui al tavolo dei relatori durante corsi e giornate di studio e aggiornamento per la Polizia Locale.

Suo il Codice antimafia e anticorruzione della Regione siciliana del 2009, meritoriamente denominato «Codice Vigna».

Un magistrato rigoroso e impegnato cui l’Italia deve (ancora) molto.

Ciao Piero … e grazie da tutti noi!

 

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Fabio Piccioni

Avvocato del Foro di Firenze
avv.fpiccioni@gmail.com www.avvocatieavvocati.it
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