Carceri: Rossi, tossicodipendenti in strutture di accoglienza

Il carcere di Solliciano a Firenze, struttura sovraffollata
Il carcere di Solliciano a Firenze, struttura sovraffollata
Il carcere di Solliciano a Firenze, struttura sovraffollata

FIRENZE – Primi consensi per la proposta lanciata dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi sul tema della carceri. L’idea del governatore è quella di risolvere il problema del sovraffollamento carcerario trasferendo in breve tempo i detenuti tossicodipendenti in strutture di accoglienza più adeguate, con la collaborazione della Regione.

Sostegno alla proposta arriva in primis dai Radicali. Secondo il consigliere provinciale fiorentino Massimo Lensi e il segretario dell’associazione radicale Andrea Tamburi Maurizio Buzzegoli «l’iniziativa del presidente Rossi ci sembra un buon primo passo per cominciare a risolvere la drammaticità delle strutture penitenziarie toscane, che risultano fra le peggiori d’Italia. Auspichiamo che questa forte presa di posizione venga seguita dagli altri presidenti delle altre regioni affinché questo messaggio di cambiamento condizioni il Parlamento italiano ad approvare un provvedimento di amnistia».

Per il consigliere regionale di Più Toscana-Fdcp Gian Luca Lazzeri «per svuotare le  carceri basta trovare una sistemazione alternativa ai detenuti in attesa di giudizio. E questa struttura di carcere attenuato potrebbe essere per esempio la Villa dell’Ambrogiana a Montelupo Fiorentino quando non ospiterà più l’ospedale psichiatrico giudiziario. Se guardiamo al solo carcere di Sollicciano nonostante la capienza sia di 520 detenuti, in realtà le persone imprigionate sono quasi il doppio».

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Massimiliano Mantiloni

Giornalista

Commenti (2)

  • Domanda: possibile che basti far uscire dalle carceri i drogati, per eliminare il sovraffolamento? Ma quanti sono?! E comunque quelli non sono solo drogati, ma molto probabilmente hanno commesso (per procurarsi la droga) gravi reati, come scippi, rapine e violenze varie: e vorrebbero dargli un premio, mettendoli in “strutture più adeguate”? Forse nei manicomi, se esistessero ancora….

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