Respinti tutti i reclami contro la squalifica

Caso Cuadrado: ingiustizia al quadrato

di Ernesto Giusti - - Lente d'Ingrandimento, Sport

Cuadrado a terra dopo lo sgambetto di Inler

Cuadrado a terra dopo lo sgambetto di Inler

L’augurio? Che la giustizia sportiva riveda le regole. Ammettendo la moviola e tutto quel che può essere utile per accogliere prove «vere» su quel che succede in campo. Tutto questo dopo aver visto il reclamo della Fiorentina per Cuadrado respinto anche dalla Corte federale, dopo aver avuto stessa sorte davanti al giudice sportivo. Non tanto per la delusione di non vedere il gioiellino colombiano a San Siro contro il Milan, ma per garantire regolarità al campionato. E disegnare un futuro giusto, meno complicato e più credibile per il calcio. Infatti, sia la Corte federale sia il giudice sportivo, Giampaolo Tosel, hanno dichiarato «inammissibile» la richiesta della Fiorentina di valutare la prova tv. Tosel ha scritto che «il giudice non può accogliere il ricorso perché, in tal modo, si sostituirebbe al legislatore e potrebbe travalicare i limiti della fondamentale insindacabilità dei provvedimenti tecnici dell’arbitro». Ricorso «inammissibile» anche per la Corte federale. Capito? È come se un giudice ordinario, e poi anche la Corte d’Appello, valutassero solo  il «capo d’accusa» vergato dagli organi di polizia, senza accertamenti, senza prove, arrivando a condannare severamente anche chi, alla prova dei fatti, non ha commesso il presunto reato. È necessaria una rapida revisione delle norme della giustizia sportiva se vogliamo un calcio credibile. Perché Cuadrado, al 91’ della partita con il Napoli, non ha «simulato»: ma è stato falciato in area, senza esitazioni, dal napoletano Inler. L’arbitro, Giampaolo Calvarese, non ha indicato il dischetto del rigore, preferendo riammonire, e dunque espellere, l’allibito Cuadrado.

Avevamo auspicato il «pentimento» di Calvarese. Che riguardando le immagini (magari insieme al  designatore, Stefano Braschi, in tribuna al Franchi) avrebbe potuto avere uno scatto di coscienza, ammettendo di aver sbagliato. Illusione. E forte delusione. Accompagnato da una buona dose di preoccupazione, specialmente dopo aver visto chi è stato incaricato di dirigere Milan-Fiorentina. Motivo? Semplice: Paolo Silvio Mazzoleni è l’arbitro che non concesse il rigore alla Fiorentina nel maggio scorso, per un chiarissimo fallo di mano di De Rossi contro la Roma. Che vinse con un gol di Osvaldo. E Ljajic, allora in viola, venne squalificato per due turni per presunte offese a Mazzoleni al rientro negli spogliatoi.

Forse ha ragione Montella: «Guai piangersi addosso». Però bisogna aggiornare le regole. E ammettere la prova tv anche per questi episodi. Altrimenti non ci saranno solo scudetti di «cartone». Ma campionati assegnati a discrezione… ai soliti noti.

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Ernesto Giusti

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