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Giuliano Ghelli 50 anni tra pittura e scultura

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In occasione dei cinquant’anni di carriera del Maestro Giuliano Ghelli il Consiglio Regionale della Toscana ha organizzato la mostra delle sue opere: «50 anni in viaggio tra pittura e scultura». Nato a Firenze nel 1944 Ghelli vive a San Casciano Val di Pesa (Fi). Esordisce a Milano nel 1963. Nel ’75 e ’80 è “Segnalato Bolaffi”. Dopo Parigi nel 1974, ha esposto negli Usa, Australia, Germania, Belgio, Grecia, Portogallo, Spagna, Giappone, Russia, con oltre centocinquanta mostre personali in gallerie pubbliche e private. Nel 2013 il Presidente della repubblica Giorgio Napolitano gli ha conferito l’onorificenza di Commendatore al merito della repubblica italiana, mentre il Consiglio regionale ha deciso di attribuirgli quest’anno il Gonfalone d’argento, la massima onorificenza della nostra regione.

L’esposizione a Palazzo Panciatichi, inaugurata l’8 novembre, che sarà aperta fino al 6 dicembre, comprende 50 dipinti e sculture, scelti tra quelli realizzati dall’autore in 50 anni di attività espositiva, a partire dalla sua prima mostra collettiva, nel 1963 alla Galleria Numero di Milano. Le opere sono distribuite in due sezioni: dalle scalinate, a partire dall’ingresso, una serie di opere recenti, dipinti e sculture, accompagnano il visitatore ai piani superiori dove è allestita la mostra antologica con opere dal 1963 al 1992. Nel percorso è visibile anche una parte dell’ Esercito di Terracotta, 25 busti alti 70 centimetri, diversi l’uno dall’altro, esposti per la prima volta nel 2008 a Palazzo Medici Riccardi a Firenze, in occasione delle manifestazioni del Genio Fiorentino e da allora itineranti in Italia e all’estero.

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L’Esercito di terracotta

Nicola Danti, presidente della Commissione cultura del Consiglio regionale della Toscana ha affermato: «Il viaggio-sintesi nel mezzo secolo di lavoro artistico di Giuliano Ghelli è un sogno ad occhi aperti che regaliamo volentieri ai cittadini di Firenze e della Toscana. Dici Ghelli e pensi alla Toscana, dici Ghelli e pensi a un toscano di cui andare orgogliosi: conosciuto, apprezzato e quotato in tutto il mondo». La soprintendente del Polo museale Cristina Acidini ha commentato: «Con questa mostra antologica, Giuliano Ghelli si presenta nella sua dimensione completa di artista internazionale dalle schiette radici locali, radici sprofondate in quella campagna toscana che, pur nella sua lunga e intensa attività di pittore e scultore che ha toccato, con oltre centocinquanta mostre personali, centri prestigiosi in Italia e all’estero, resta un punto di riferimento insostituibile per il lavoro e per la vita. (…) La porta dipinta di Ghelli, così come la sua colorata coppia di persiane, è un varco per l’anima verso l’altro e il nuovo. Nel toccare il tema del varco, Ghelli si misura con un formidabile archetipo, poiché nella porta, luogo del passaggio per eccellenza, si addensano e divengono visibili contrapposizioni fondamentali quali il dentro e il fuori, l’ammesso e l’escluso, il sacro e il profano».

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Presentazione della Mostra al Consiglio regionale. Da sin. Sandra Stanghellini, Giuliano Ghelli, Nicola Danti, Cristina Acidini.

Il Maestro Giuliano Ghelli ha ringraziato, commosso, con l’entusiasmo di chi ha girato mezzo mondo ma torna «a festeggiare questi cinquant’anni di attività a casa, in Toscana, nella scatola della fantasia tra i cipressi». Dentro l’esposizione l’artista ha inserito un percorso di incontri, letture, conoscenze, «come quei 4 quadri 70X100 della collezione di Marcello Secci, che nel ’72 mi fece un contratto che mi ha permesso di fare il pittore di professione». La mostra in Consiglio è un riassunto di tutte le sue opere e il pittore ha confessato che vederle tutte insieme è stata un’esperienza nuova anche per lui. Le opere arrivano infatti da privati, da collezioni, dalla fondazione che Ghelli ha istituito da cinque anni a Poppi. E se i quadri degli ultimi tempi tornano ad essere coloratissimi, è «perché gli ultimi anni non sono stati strepitosi; l’arcobaleno è un segno di speranza, e io nell’uomo ci credo».

mostra, pittura, scultura


Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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