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Renzi e Cuperlo alla Convenzione Pd a Roma

Pd, Renzi e Cuperlo avvisano Letta

Renzi e Cuperlo alla Convenzione Pd a Roma
Renzi e Cuperlo alla Convenzione Pd a Roma

FIRENZE – Nei loro interventi alla Convenzione del Pd a Roma i due principali concorrenti alla segreteria incalzano il governo. Matteo Renzi e Gianni Cuperlo mandano chiari messaggi al premier Enrico Letta, messaggi dal sapore di ultimatum. «Noi siamo leali al Governo, ma è il momento di essere esigenti, è ora di raccogliere i frutti. Basta alibi, ora si devono usare le nostre idee».

A Roma è andato in scena l’importante passaggio congressuale con l’intervento dei tre principali candidati alla segreteria: Renzi, Cuperlo e Civati.

Messaggio di Letta alla Convenzione. «Come sapete, ho scelto di rimanere fuori dal  Congresso. Non potevo fare altrimenti. Le istituzioni prima di tutto: fa parte del mio modo di vivere la cosa pubblica. Spero che le primarie siano una straordinaria prova di partecipazione. La risposta a chi grida e basta e fa leva sulle paure dei cittadini perché non ha altri argomenti se non quelli del populismo rabbioso –spiega Letta- Più volte mi avete sentito ripetere che dalla crisi si esce solo insieme, riscoprendo le ragioni di una missione condivisa che abbia l’ambizione di costruire il futuro di questo paese. Un paese così fragile eppure così ricco di speranza e bellezza al quale sto dedicando tutto me stesso, cercando di onorare al massimo delle mie possibilità il mandato che il capo dello Stato e il Parlamento mi hanno conferito».

A concludere i lavori dell’Ergife è stato Matteo Renzi con un incitamento all’orgoglio del Pd: «Se vediamo i giornali il Pd è lo zimbello della comunicazione, ci  considerate come quelli contro cui è facile prendersela -ha detto rivolto alla stampa- Non votiamo contro le nipoti di capi di Stato, ma siamo comunque gli zimbelli, si discute sul fatto che 7.200 circoli ci sono state vicende discutibili, ma si ignora il fatto politico che nell’Italia del 2013 a mantenere e restituire dignità al tema della democrazia interna ai partiti siamo solo noi».

Da Renzi avviso a Letta: «Noi vogliamo che il governo arrivi alla fine del proprio  percorso, saremo i più leali e non vogliamo fare sgambetti. Il governo ha usato molto della nostra lealtà, pazienza e responsabilità, oggi è il momento di dire con forza che deve usare nostre idee e coraggio per essere efficace nelle scelte di politica economica, nelle riforme istituzionali o diventa solo il passatempo per superare il semestre europeo. Non possiamo farci dettare l’agenda dalla paura. Tocca a noi, ora tocca a noi» insiste il rottamatore.

Quindi replica a Cuperlo: «Ha ragione quando dice che non siamo il volto buono della destra, ma dobbiamo non essere più il volto peggiore della sinistra che non ha risolto il problema del conflitto d’interessi ed ha mandato a casa i suoi leader a partire da Prodi».

Cuperlo precedentemente aveva incalzato Renzi: «Se e ad un partito togli gli iscritti è come levare le gambe al tavolo. E nasce un’altra cosa, che non per forza sarà migliore. Il punto è che inventarsi un nome o un simbolo tutto sommato è più facile. Invece i militanti non li inventi. Si formano nel tempo. Non è una buona idea annunciare  si può fare a meno degli iscritti. Perché è più facile accada il contrario. Se ti candidi alla segreteria del Pd non lo fai come secondo lavoro».

Avviso al Governo anche da Cuperlo: «La destra si è spaccata. E sta chiudendo il  ventennio. Il governo adesso non ha più alibi. E deve scuotere l’albero perché i frutti cadano a terra. Il presidente del Consiglio un mese fa ci ha detto siate esigenti. Ecco è tempo di esserlo. Diciamo al governo al nostro governo troviamo assieme il coraggio di fare quello che il Paese si attende da noi».

I dati ufficiali del voto degli iscritti del Pd sono stati annunciati da Davide Zoggia, responsabile organizzazione del partito, sulla base dei risultati delle 7200 riunioni di circolo in Italia e 89 all’estero, cui hanno partecipato 296mila cittadini pari al 55% degli iscritti, con 285mila i voti validi. Questi i risultati: Matteo Renzi, 133.892 voti pari al 45,34%; Gianni Cuperlo, 116.454 voti pari al 39,44% Pippo Civati, 27.841 voti pari al 9,43%; Gianni Pittella, 17.117 voti pari al 5,8%.

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Massimiliano Mantiloni

Giornalista

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