Nelle Asl una task force per riconoscere le mancate denunce

Toscana, nei pronto soccorso un «codice rosa» contro la violenza sulle donne

di Redazione - - Cronaca

Violenza contro le donne, ecco il codice rosa

Violenza contro le donne, ecco il codice rosa

FIRENZE – Un «codice rosa» di accesso al pronto soccorso, destinato alle donne che subiscono violenze e in generale a tutti i soggetti vittime di soprusi: bambini, anziani, immigrati, omosessuali. La prima ad aggiungere un nuovo colore al triage è stata la Toscana.

Adesso l’iniziativa potrebbe estendersi a tutto il Paese, con l’istituzione di un codice rosa nazionale. Una stanza all’interno del pronto soccorso, nella quale accedono tutti gli specialisti che dovranno incontrare il paziente: una task force di professionisti, addestrati a riconoscere una violenza subita anche nei casi in cui non è dichiarata. Infermieri, ostetriche, medici, assistenti sociali, psicologi, magistrati, ufficiali di polizia giudiziaria, che uniscono le loro competenze per tutelare le fasce deboli della popolazione, fornendo assistenza sanitaria e psicologica e allo steso tempo adottando procedure che permettono di velocizzare i tempi di indagine.

Il «codice rosa» nasce nel 2010 in Toscana, nell’Azienda Usl 9 di Grosseto come progetto pilota. È diventato progetto regionale nel 2012. Alla base dell’attività della task force c’è un protocollo firmato da Regione Toscana e Procura generale della Repubblica di Firenze, che permette di affiancare alle cure del paziente l’azione coordinata e immediata delle forze dell’ordine, per registrare tutti gli elementi utili, avviare le indagini, monitorare e tenere sotto controllo le situazioni a rischio nei casi di mancata denuncia.

Adesso l’iniziativa sta per diventare nazionale, come ha annunciato lo scorso ottobre il ministro della Salute Beatrice Lorenzin parlando ad un convegno nella scuola superiore di Polizia. E proprio ieri, alla vigilia della Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il vice ministro del lavoro e delle politiche sociali Maria Cecilia Guerra ha visitato il centro coordinamento vittime di violenza del Codice Rosa di Grosseto.

In Toscana il progetto è attivo in dieci aziende sanitarie (Usl di Arezzo, Lucca, Prato, Viareggio, Grosseto, Pisa, Livorno, Empoli e Aziende ospedialiero-universitarie di Careggi e del Meyer a Firenze), ma con l’inizio del 2014 coprirà tutto il territorio regionale. Nei primi 9 mesi del 2013, nelle 10 aziende sanitarie toscane in cui il Codice Rosa è in funzione sono stati trattati 2.259 casi. Tra questi, 2.139 maltrattamenti, 108 abusi, 12 maltrattamenti in seguito a stalking. In 2.006 casi le vittime erano adulti (1.931 maltrattamenti, 63 abusi, 12 stalking), 253 erano minori (208 maltrattamenti e 45 abusi).

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