Addio dell'ad rossonero con frecciata alla Fiorentina

Galliani lascia il Milan ma Pradè non sarà il sostituto

di Massimiliano Mugnaini - - Sport

Daniele Pradè non sarà il sostituto di Galliani al Milan

Daniele Pradè non sarà il sostituto di Galliani al Milan

 

FIRENZE. Calcisticamente, la giornata di oggi è stata quella dell‘addio ufficiale di Adriano Galliani al Milan. Era nell’aria, ma con il discorso di oggi in cui ha annunciato che «non si farà rosolare», il dirigente rossonero ha di fatto anticipato il suo divorzio dopo 27 anni dal club rossonero: insanabili i diverbi con Barbara Berlusconi, che prenderà a breve in mano la società.

L’annuncio definitivo verrà probabilmente dato nel giorno di Milan-Ajax l’11 dicembre ma appena sono riecheggiate le dichiarazioni di Galliani, qualcuno a Firenze si è anche «spaventato» che ricominciasse la telenovela relativa alla possibilità che il fosse proprio Daniele Pradè ad approdare al Milan come capo dell’area tecnica.

In realtà si tratta di timori infondati. In primis perché l’ex ds della Roma non ha nessuna intenzione di muoversi da Firenze: come ha più volte rilevato, ha sposato il progetto tecnico del club dei Della Valle e le lusinghe di nessun club, probabilmente, lo convincerebbero a smembrare la premiata coppia che ha formato con Edoardo Macia.

E poi magari inizialmente Barbara Berlusconi ci ha anche pensato, ma quando ha capito quanto sarebbe stata impervia la strada per convincere Pradè – pronto al contrario a rinnovare a breve il contratto in scadenza il prossimo anno con la Fiorentina – ha subito virato su elementi già con il “pedigree” rossonero. Non è un caso che nelle ultime ore il vero favorito per diventare di fatto il nuovo ds rossonero sia Paolo Maldini.

Nel suo sfogo di oggi, tra l’altro, Galliani ha anche fatto riferimento alla Fiorentina, indicata dalla Berlusconi come un modello di società da imitare come gestione. Parole che hanno mandato su tutto le furie il vice-presidente rossonero dimissionario.

«Il club viola – ha dichiarato – avrà anche una rete di osservatori internazionali ma mentre noi ci siamo sempre stati, negli ultimi cinque anni la Fiorentina non ha mai messo piede in Champions League». Un’esternazione che ha sicuramente contribuito ad accrescere le tante antipatie che già contava in città.

Memorabili diverse sue gag in tribuna al Franchi , indimenticabile però l’ultima scena, nello scorso aprile. Quando Galliani fu costretto ad abbandonare la sua postazione per sfuggire a una furibonda contestazione dei tifosi viola. Fecero seguito numerose polemiche e in molti attendevano il suo ritorno con quella scorta ampliata che più volte Vincenzo Montella ha auspicato che «si pagasse da solo».

Non ci sarà bisogno perché, almeno da dirigente rossonero, Adriano Galliani nello stadio viola non metterà mia più piede. Un po’ ci mancherà perché era sicuramente un personaggio del tutto sui generis con quelle smorfie da attore consumato: in tribuna si trasformava ma chi lo ha conosciuto di persona non può non può non aver notato la sua signorilità, come quella volta che all’ Hall Of Fame del calcio in Palazzo Vecchio dopo aver ricevuto un premio restò a disposizione di tifosi e bambini per quasi un’ora. Si fece fotografare praticamente con tutti gli intervenuti in una sala gremitissima. Sono passati due anni, sembra che siano ricordi di un secolo fa.

 

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Massimiliano Mugnaini

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Giornalista
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