Emergenza illegalità cinese a Prato, la Regione decide un piano straordinario

Il rogo nella fabbrica di Prato il 1 dicembre
Il rogo nella fabbrica di Prato il 1 dicembre
Il rogo nella fabbrica di Prato il 1 dicembre

FIRENZE – Un piano straordinario di primi interventi dopo il rogo del 1 dicembre a Prato, quando in un capannone-dormitorio sono morti bruciati 7 operai cinesi. Lo ha  deciso la Giunta regionale.  Il piano conterrà azioni per l’emersione delle imprese e del lavoro, supporto alle istituzioni locali, la realizzazione di un Centro multilingue per la diffusione della cultura della legalità e interventi di riqualificazione urbanistica.

Il primo e principale punto del Piano straordinario riguarda gli interventi di potenziamento delle attività di controllo e vigilanza in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, individuando entro il 15 gennaio le azioni concrete da intraprendere, i tempi e le risorse necessarie per attuarle.

Si procederà con assunzioni di tecnici della prevenzione da graduatorie attive impegnando tutte le Asl dell’area vasta centrale nella costruzione della nuova  squadra, la cui attività va collegata al fenomeno del sommerso.

«Dietro i lustrini dell’economia emersa siamo in presenza -ha detto Rossi- di un fenomeno di sfruttamento fino ai limiti dello schiavismo. La crisi ha prodotto uno scivolamento pesante verso il lavoro nero. Il nostro compito è di tutelare queste persone, tutelarne i diritti umani, concentrando su questi aspetti il lavoro di squadra. Quello che va messo in primo piano è secondo me il tema della salute di queste persone».

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Massimiliano Mantiloni

Giornalista

Commento

  • resta da capire perchè finora gli pseudo-amministratori non hanno fatto niente per arginare questa vera invasione.In tempi molto antichi i Mongoli tentarono di invadere con la violenza e le armi anche il nostro continente: adesso ci sono riusciti i Cinesi, con armi molto più subdole e pericolose: comprano in contanti, si insediano come comunità completamente chiuse e a se’ stanti, e distruggono le economie locali con i loro sistemi di concorrenza sleale!

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