Un gruppo giordano vuole acquisire la Lucchini

Offerta araba per le acciaierie di Piombino

di Sandro Bennucci - - Cronaca, Economia

La Lucchini di Piombino

La Lucchini di Piombino

FIRENZE – Arriva dalla Giordania una luce di speranza per la Lucchini di Piombino. Da Amman è partita una proposta  che potrebbe permettere di non spengere l’altoforno il 20 febbraio  e consentire la continuità del lavoro. Un gruppo giordano ha infatti presentato una manifestazione di interesse per l’acquisto dello stabilimento al commissario straordinario Piero Nardi. L’ha confermato il sindaco di Piombino, Gianni Anselmi. Che ha detto: “La manifestazione di interesse riguarda l’intero complesso produttivo, e fa capo ad una societa’ straniera. Sara’ nostra cura approfondire, come per le altre offerte, i profili soggettivi e industriali della proposta. Quello che mi e’ stato illustrato negli incontri e’ oltremodo interessante: sia dal punto di vista occupazionale, ambientale, territoriale e non somiglia a nessuna delle proposte già arrivate”.

La notizia, per sommi capi, era stata anticipata dal segretario della Fiom Cgil di Livorno Luciano Gabrielli prima della seduta speciale del Consiglio regionale toscano dedicato proprio alle acciaierie di Piombino. ”Questa proposta – ha sottolineato Gabrielli – si aggiunge a quella di Duferco e Klesch, che non sono interessate all’area fusoria e che non danno le risposte certe ai lavoratori. La nuova proposta andra’ verificata ma ci da’ una speranza per il futuro e rappresenta una risposta alle lotte dei lavoratori, della citta’ e della Regione”.

”La straordinarietà della nostra seduta vuole sottolineare il momento che Piombino e le sue acciaierie stanno vivendo”, ha detto il presidente dell’assemblea, Alberto Monaci, aprendo  la seduta speciale. Seguito dal governatore, Enrico Rossi, che ha informato: ”Mi risulta che alcuni lavori al porto di Piombino siano iniziati. Il 24 gennaio saro’ di nuovo a Roma per la questione delle autorizzazioni da parte della commissione nazionale lavori pubblici. Spenderemo qualcosa come 100 milioni, di cui 60 della Toscana, e il porto di Piombino avra’  un escavo fino a 22 metri, profondità rara tra i porti italiani perche’ credo che solo Taranto e Goia Tauro abbiano questa capacità. Ciò vuol dire il rilancio portuale di Piombino e un vantaggio competitivo per tutto il complesso siderurgico”.

E quest’affermazione ha introdotto l’altra aspettativa piombinese: la possibilità di smantellare eppoi rottamare la Concordia. Ipotesi che costringerà a una lotta contro il tempo per adeguare il porto. Ma di cui parlerà anche Antonio Tajani, vicecommissario Ue, che il 24 gennaio sarà a Piombino anche per illustrare le facilitazioni previste dall’Europa per l’acciaio che favorisce riconversioni ‘verdi’ e tecnologicamente innovative a impatto ambientale sostenibile. Il che potrebbe costituire un pacchetto capace di ”suscitare interesse in un operatore economico”. Anche per questo, forse, si è fatto avanti il gruppo giordano. Così come si aspetta (c’è stata una tirata per la giacca del governatore Rossi al ministro Zanonato) che il governo possa varare  un piano industriale per l’acciaio.

 

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Sandro Bennucci

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