Aeroporti: Firenze e Pisa gemelli per forza

L'aeroporto di Firenze
L'aeroporto di Firenze
L’aeroporto di Firenze

FIRENZE – Nel piano nazionale degli aeroporti, presentato dal ministro dei trasporti, Maurizio Lupi, e valido tre anni, il Galilei e Peretola figurano come gemelli siamesi. Infatti c’è scritto Pisa/Firenze.  E si dice che i bacini geografici strategici, cioè quelli di serie A, sono dieci. Ma  vengono elencati undici scali perché i due della Toscana sono considerati … uno solo.  Praticamente due anime in un nocciolo.

Significa che nella proposta fatta al governo da Vito Riggio, presidente dell’Enac, l’ente per l’aviazione civile, Pisa e Firenze sono considerati un polo unico, cioè il quarto d’Italia, con una capacità di 10-12 milioni di passeggeri l’anno. Oppure, detto in maniera  nuda e cruda, non sono niente. Separati finirebbero, nella migliore delle ipotesi, nella schiera dei 26 scali d’interesse nazionale. In sostanza nella cosiddetta serie B. Con nessuna possibilità di ricevere finanziamenti comunitari.

Ovviamente il piano non specifica nulla, ma chi guida le vicende aeroportuali della Toscana  (il governatore Enrico Rossi,  il sindaco di Firenze-segretario del Pd, Matteo Renzi, il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi)  sa perfettamente che questa è l’ultima occasione per … volare. Le risposte che il ministro Lupi e il presidente dell’Enac aspettano da Firenze e Pisa sono due: che entro marzo nasca la holding per la gestione unica dei due aeroporti e che il Consiglio regionale approvi prima di giugno il famoso Pit (piano integrato territoriale della Piana fiorentina)  con il sì alla nuova pista di Peretola. Il nodo? La lunghezza della pista. L’Enac non transige: la vuole di 2.400 metri per rispettare la normativa internazionale e garantire la sicurezza dei voli. La Regione Toscana non vuole andare oltre i 2.000-2.200 metri. “E’ un braccio di ferro ridicolo”, ha chiosato pochi giorni fa Simone Bettini, presidente di Confindustria Firenze, durante una conferenza al Lions club Cosimo de’ Medici. Aggiungendo: “Per Firenze e la Toscana, quindi anche per Pisa, è indispensabile che la pista di Peretola venga allungata secondo le richieste dell’Enac. Duecento metri in più sono nulla se si pensa che è in gioco lo sviluppo, non solo aeroportuale, di tutta la regione. Il momento delle chiacchiere è finito: se la politica non si dà una mossa non si meravigli, poi, di vedere imprenditori partire per altri lidi…”.

Nel documento del ministro Lupi sono elencati  Milano Malpensa, Venezia, Bologna, Roma Fiumicino, Napoli, Bari, Lamezia, Catania, Palermo, Cagliari e, in fondo,  i gemelli siamesi: Pisa/Firenze.

 

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Sandro Bennucci

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