Lettera aperta al sindaco e una pagina su Facebook

Menarini, l’industria in città che fa infuriare i residenti

di Sandro Addario - - Cronaca

I lavori stradali davanti alla Menarini (dal Gruppo di Facebook dei residenti)

Lavori stradali davanti alla Menarini in via Sette Santi a Firenze (dal Gruppo di Facebook dei residenti)

FIRENZE – Non ce la fanno più gli abitanti della zona di Campo di Marte a Firenze dove da oltre un secolo esiste uno degli insediamenti del gruppo farmaceutico Menarini.  L’azienda – sostengono in una lettera aperta firmata da circa 80 residenti – «non dà pace agli abitanti delle strade circostanti» e «di fatto privatizza un’intera porzione di quartiere, invadendo ogni spazio, strade pubbliche incluse».

Gli abitanti di via dei Sette Santi, via Campo d’Arrigo, via Rosolino Pilo, via Rismondo e via Marchetti hanno creato un gruppo Facebook, chiamato «I vessati dalla Menarini» e ora si rivolgono al Comune di Firenze, Arpat, Asl, Consiglio di quartiere.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso sono i lavori di rifacimento e allargamento del marciapiede davanti alla sede dell’azienda. «Hanno tolto preziosi posti auto ai residenti – dice Barbara Bertini, coordinatrice del comitato spontaneo che ha inviato la lettera – solo per creare un giardinetto pubblico davanti alla presidenza della Menarini, hanno ristretto la carreggiata e spostato molto più lontano i cassonetti dei rifiuti».

Se questa è l’occasione più recente, i motivi della «discordia» arrivano da lontano e su motivazioni anche di maggiore rilevanza.  Sono sette le questioni principali affrontate nella lettera.

1) Che tipo di lavorazioni vengono eseguite nello stabilimento? Esistono rischi di incendio o di esplosioni?

2) Dai camini escono fumi densi e talvolta nella zona si diffondono odori acri? Perché?

3) L’inquinamento acustico ha raggiunto livelli insopportabili. A norma di legge le macchine industriali, in attività giorno e notte, dovrebbero essere insonorizzate, ma così non è.

4) Esiste una valutazione di impatto ambientale? È accettabile la presenza di un insediamento industriale così strettamente a contatto con le abitazioni?

5) Le operazioni di carico e scarico merci si svolgono sulla pubblica via, utilizzata dalla Menarini come un proprio piazzale industriale, con muletti che circolano liberamente per strada.

6) I cosiddetti «lavori di riqualificazione» del marciapiede di via dei Sette Santi, di fronte all’ingresso principale, comportano l’allargamento del marciapiede, l’impianto di qualche alberello, l’installazione di tre panchine e l’eliminazione di posti auto e dei cassonetti. Prosegue in tal modo l’incessante privatizzazione delle vie circostanti, che vengono continuamente interessate dai lavori della Menarini e puntualmente penalizzate dalla sparizione di posti di sosta.

7) La Menarini assicura che presto verranno realizzati 45 posti auto e 8 posti moto per i dipendenti, ma di quei lavori non vi è traccia. Mentre il congestionamento del quartiere è continuo e la qualità della vita dei residenti diminuisce a vista d’occhio.

«La lettera – dice la signora Bertini – è stata consegnata stamani con raccomandata a mano al comune e agli altri destinatari. Aspettiamo la risposta ai nostri legittimi interrogativi. Non ci fermeremo».

Menarini aveva, contemporaneamente all’avvio dei lavori stradali, affisso un cartello dove si informava della prossima «realizzazione di un’area pedonale, con alberi e panchine, presto a disposizione di tutti i cittadini». «A fronte della riduzione dei posti auto (5 complessivamente su via dei Sette Santi) – prosegue la nota – Menarini si è impegnata con il comune di Firenze ed ha già dato il via alla costruzione di un’autorimessa per i dipendenti dell’Azienda, che potrà ospitare 45 auto e 8 motorini, riducendo notevolmente l’occupazione dei posti auto nell’intero quartiere».  La conferma, indiretta, che finora durante il giorno questi posti non resterebbero sempre nella disponibilità dei residenti.

Menarini

 

La lettera dei residenti consegnata al Comune

La lettera dei residenti consegnata al Comune

 

 

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Sandro Addario

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Giornalista

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