A Firenze il dramma di Shakespeare con Alessandro Gassmann

«Riccardo III» al Teatro della Pergola: un noir sempre attuale

Riccardo III
Alessandro Gassmann
Alessandro Gassmann

FIRENZE – Arriva finalmente anche al Teatro della Pergola il «Riccardo III» di Shakespeare con la regia e l’interpretazione di Alessandro Gassmann, nell’adattamento di Vitaliano Trevisan.

Per questo grande testo shakespeariano, che ha per protagonista un re crudele, ambizioso, manipolatore, ma anche insicuro, tormentato e spaventato dalla solitudine, Alessandro Gassmann ha scelto un adattamento e una messa in scena contemporanei, pieni di rabbia e di passione. Spiega difatti: «Il nostro Riccardo, col suo violento furore, la sua feroce brama di potere, la sua follia omicida, la sua ‘diversità’ dovrà colpire al cuore, emozionare e coinvolgere il pubblico di oggi (mi auguro in gran parte formato da giovani), trasportandolo in un viaggio affascinante e tragico, attraverso le pieghe oscure dell’inconscio e nelle deformità congenite dell’animo umano».

È difatti la storia di un re deforme. Il gobbo e sciancato Riccardo, duca di Gloucester, fratello di re Edoardo IV, ambisce a salire al trono e non si fa scrupoli di sorta. Non tollera di essere secondo a nessuno («È come se non avessi sfumature, se non sono il primo mi sento l’ultimo», dice). Fa uccidere il fratello maggiore, duca di Clarence, e sposa Anna, vedova del principe di Galles. Morto Edoardo IV, assume il ruolo di protettore del regno e reggente, in attesa della maggiore età dell’erede legittimo. Imprigionerà il principe ereditario con il fratello, duca di York, nella Torre di Londra e procede con l’eliminazione violenta degli ostacoli, pari del regno compresi, che si frappongono alla sua effettiva sovranità. Fa uccidere anche i figli di Edoardo, ripudia Anna e progetta di sposare la nipote Elisabetta. Il duca di Buckingham si ribella e, schieratosi col conte di Richmond, attacca l’usurpatore. Buckingham morirà, ma Riccardo sarà ucciso nella battaglia di Bosworth dal conte di Richmond.

Per questo allestimento Gassmann ha chiesto a Trevisan «una lingua asciutta, secca, che arrivi dritta rendendo la trama chiara e coinvolgente», immaginando «un Riccardo gigantesco, fuori scala rispetto agli altri attori in scena, costretto a chinarsi per potersi specchiare, per passare da una porta». Il risultato è un personaggio non più deforme, ma fuor di misura, un gigante goffo, esasperato da un trucco pesante, sfrontato più che pericoloso, sofferente più che malvagio. Volutamente Alessandro Gassmann ha evitato di rifarsi al Riccardo III di un altro “gigante”, suo padre Vittorio, che portò il dramma shakesperiano in teatro nel 1968 con la regia di Ronconi.

Non del tutto convenzionale la lettura complessiva dell’opera, di cui Alessandro Gassmann fa in qualche modo una black-comedy, spiegando: «Cercherò poi di dare risalto al lato ironico e grottesco di questo sovrano così malvagio. Un personaggio totalmente negativo, senza possibilità né di pentimento né di perdono. Che, per quanto perverso e diabolico, riesce però a portare dalla sua il pubblico».

RICCARDO III di William Shakespeare

  • Regia e ideazione scenica di Alessandro Gassmann
  • Adattamento e traduzione di Vitaliano Trevisan
  • Con (in ordine di apparizione) Alessandro Gassmann, Mauro Marino, Giacomo Rosselli, Manrico Gammarota, Emanuele Maria Basso, Sabrina Knaflitz, Marco Cavicchioli, Marta Richeldi, Sergio Meogrossi e con la partecipazione di Paila Pavese.
  • Scene: Gianluca Amodio – Costumi: Mariano Tufano
  • Musiche: Pivio & Aldo De Scalzi – Videografia: Marco Schiavoni
  • Produzione Teatro Stabile del Veneto / Fondazione del Teatro Stabile di Torino / Società per Attori

Da martedì 4 a domenica 9 febbraio. Biglietti da 7 a 30 euro; info su orari e prezzi al link www.fondazioneteatrodellapergola.it

Giovedì 6 febbraio ore 18 Alessandro Gassmann e La Compagnia incontrano il pubblico. Ingresso libero.

 

prosa, Teatro della Pergola

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