Grazie anche alle felici intuizioni del regista De Ceresa

Madame Butterfly al Maggio, successo annunciato

di Rosetta Migliorini Fissi - - Cronaca, Eventi

Madama Butterfly

Madama Butterfly

 

La stagione invernale del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino è proseguita con un titolo popolarissimo, Madama Butterfly, ma in una nuova produzione di notevole interesse.

Non è infatti la solita Butterly larmoyante: Fabio De Ceresa ha impostato la sua regia sulla contrapposizione di due principi inconciliabili – «Myo» e «Ho» della tradizione buddista, ossia spirito (Cio Cio San) e materia ( Pinkerton) – e insieme di due civiltà, l’ orientale e l’occidentale, irrimediabilmente lontane. De Ceresa scorge in questa contrapposizione l’autentica radice della drammaturgia pucciniana.

L’ammirevole «volontà di fondo» di narrare l’opera «senza sovrapporsi al testo, mettendo in luce le tensioni che vivono tra le pieghe della partitura» è stata realizzata con grande rigore anche nella scenografia, essenziale ma di grande suggestione simbolica: dalla casa di Butterfly, concepita come un tori (tempio tradizionale giapponese), alla finale, spoglia struttura metallica, immagine significativa della solitudine che condurrà la protagonista al suicidio.

Analogamente, i costumi rinunciano al tradizionale fasto giapponese per interpretare ed esprimere il carattere specifico di ciascun personaggio.

All’idea portante della regia si è intonata felicemente anche la direzione di Juraj Valčuha, che, al suo atteso debutto fiorentino, ha messo in luce molte finezze dell’orchestrazione pucciniana. Da un iniziale procedimento per sottrazione degli invalsi orpelli orientaleggianti, il giovane direttore slovacco è giunto a un coinvolgente crescendo emotivo nell’ultimo atto.

Nell’impervio ruolo della protagonista Fiorenza Cedolins ha fornito una interpretazione di grande intelligenza, nella prospettiva da lei stessa illustrata in una recente conferenza stampa: la vicenda che si svolge sulla scena è in realtà un’allucinazione di Cio Cio San, che non sa e non vuole accettare il suo umiliante destino di geisha. La soprano ha saputo dare vita al complesso personaggio con ricchezza di colori e di accenti, sia nel cosiddetto canto di conversazione che nei momenti di più scoperta drammaticità. Grazie anche a una recitazione sobria ed efficace si è confermata, dopo il successo riscosso nel 2003, una grande Butterfly.

Stefano Secco si è dimostrato il valido e generoso interprete che ben conosciamo dell’ingrato ruolo di Pinkerton, sia nel Duetto del I Atto, sia nell’ «Addio fiorito asilo». Convincenti le prove di Enkelejda Shkosa (Suzuki) , Julian Kim (Sharpless) e Roberto Covatta (Goro).

Eccellente il coro nel celeberrimo brano «a bocca chiusa».

Come tutte le nuove produzioni, anche quella odierna avrà bisogno di un periodo di rodaggio per il perfetto funzionamento della macchina teatrale (e anche per essere pienamente apprezzata da un pubblico abituato a rappresentazioni più tradizionali) .

Si deve però riconoscere a tutti gli artisti ed ai tecnici che hanno partecipato a questa prima un impegno e una dedizione veramente encomiabili.

Insomma, uno spettacolo non perdere.

Direttore Juraj Valčuha

Regia Fabio Ceresa

Scene Giada Tiana Claudia Abiendi

Costumi Massimo Carlotto

Luci Pamela Cantatore

 

Cio-Cio-San Fiorenza Cedolins

 Yasko Sato (8, 11, 13)

Suzuki Enkelejda Shkosa

Manuela Custer (8, 9, 11)

Kate Pinkerton Milena Josipovic

F. B. Pinkerton Stefano Secco

Vincenzo Costanzo (8, 13)

Sharpless Julian Kim

Vincenzo Taormina (8, 12, 13)

Goro Roberto Covatta

Yamadori William Corrò

Lo zio Bonzo Cristian Saitta

Il Commissario Imperiale Ivan Marino

L’Ufficiale del Registro Vito L. Roberti

La madre di Cio-Cio-San Sabina Beani

La zia Ilaria Sacchi

La cugina Eun-Young Jung

 

 Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino

Maestro del Coro Lorenzo Fratini   

 

Nuova produzione

Allestimento del Teatro Comunale di Bologna

 

 

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