Patto di «non belligeranza» tra i due aspiranti alla successione di Renzi

Giani e Nardella, alleati per forza

di Andrea Ferrari - - Politica

Eugenio Giani e Dario Nardella

Eugenio Giani e Dario Nardella

FIRENZE – Non ci sarà scontro tra Eugenio Giani e Dario Nardella per la corsa a sindaco di Firenze, dopo la prevista prossima uscita di scena di Matteo Renzi, che comunque ad oggi è ancora sindaco in carica. «Renzi mi vede nella squadra – ha detto Giani – lui è l’allenatore. Io avrei preferito fare il centravanti, ovvero fare il sindaco di Firenze, mi viene chiesto di fare il centrocampista, però quando si gioca in squadra è una cosa che riempie d’orgoglio». «A lui offro molta più sicurezza se mi ha a Palazzo Chigi piuttosto che a Firenze, almeno per il momento».  Come dire sto con te per dovere di squadra, ma a tempo. E precisa ancora: «Ho preferito questa strada piuttosto che presentarmi alle primarie contro Dario Nardella. Probabilmente avrei vinto o comunque me la sarei giocata, ma poi avrei creato problemi alla città perché avrei dovuto amministrare avendo un rapporto di competizione con quella speranza per Firenze che si chiama Matteo Renzi che in questo momento vive, non solo per lui ma per l’intera città la sfida di diventare presidente del consiglio. Sinceramente sarebbe stato un danno per Firenze e ho preferito fare questa scelta».

INTESA – Giani parla anche del colloquio avuto con il sindaco: «Mi ha detto che nel costruire un gioco di squadra preferiva che dopo di lui a Palazzo Vecchio ci fosse una persona che avesse quel profilo di continuità nella rivoluzione generazionale che lui porta avanti. Quindi la persona adatta era il suo coetaneo Dario Nardella che ha 39 anni mentre io ne ho 54. Contemporaneamente mi ha detto che rispetto alla politica romana ero giovane e sarei potuto essere interprete di quel processo di rinnovamento e di valorizzazione del merito e delle competenze, che costituiscono parte sempre importante che lui riesce a dare».

GOVERNO – «Renzi con me è stato molto affettuoso – ha concluso Giani – e nell’indicarmi un incarico a Roma mi ha detto anche che lui quando arriva in un ambiente nuovo ha bisogno di sentirsi sicuro, come quando io in consiglio comunale gli guardavo le spalle soprattutto all’inizio del suo mandato di sindaco». Per Eugenio Giani si profila, come annunciato nei giorni scorsi, il posto di sottosegretario allo Sport, ruolo che potrebbe essere unico dal momento che pare che Renzi non abbia intenzione di nominare un ministro dello Sport. In cambio Giani firma il patto di non belligeranza con Dario Nardella, designato vice sindaco reggente di Firenze fino alle elezioni del 25 maggio.

PRIMARIE – Ora che verso la poltrona di primo cittadino non si profila più il grosso ostacolo (in termini di consensi) di Giani, Nardella si mostra più disponibile per lo svolgimento delle primarie. «Penso che siano uno strumento di partecipazione, di selezione e poi anche di rafforzamento del ruolo di candidato a sindaco» ha detto il parlamentare Pd, che dovrà dare le dimissioni da deputato per tornare a Palazzo Vecchio. Lo farà – ha detto nei giorni scorsi- «un minuto dopo, aver votato la fiducia al governo Renzi» a Montecitorio.

CAMPAGNA – Parlando con i giornalisti a margine di una manifestazione alla Misericordia di Badia a Ripoli, Nardella ha di fatto già aperto la campagna elettorale: «Io sarò Dario Nardella, sarò me stesso, non devo copiare nessuno. Ho imparato molto da Matteo Renzi, lo considero il mio leader, ma penso che i fiorentini vogliano capire cosa Dario Nardella propone loro, cosa è stato capace di fare, e cosa sarà capace di fare in futuro». «Nelle prossime settimane – ha detto – abbiamo una missione: raccontare bene le cose straordinarie che in cinque anni l’amministrazione Renzi ha fatto, cambiando il volto di questa città, restituendo speranza ed entusiasmo ai fiorentini. Oltre a questo dobbiamo portare avanti l’attività amministrativa che è sul tavolo di tanti assessori».

 

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