Il trasloco estivo dei bar alle Cascine lo proposi nel 2011: Palazzo Vecchio ora insista

Movida, da ex prefetto consiglio il mio «modello Padova»

di Paolo Padoin - - Cronaca, il Blog di Paolo Padoin, Lente d'Ingrandimento

MOVIDA 2

Scene di movida nel centro di Firenze

La storia è sempre la stessa in ogni grande città: si deplora l’abuso di alcol e droga; si vorrebbe limitare il degrado e tutelare la sicurezza. Analoghe esperienze a Roma, Bologna, Milano, Firenze e Torino. Il ritornello è simile ovunque: ci sono zone infestate da prostitute e spacciatori, e ci si lamenta della delinquenza scatenata; il Comune, o i privati, ci piazzano delle attività notturne, che allontanano prostitute e spacciatori, e la gente del quartiere comincia a lamentarsi dei rumori intollerabili; se le attività rumorose cessano, tornano prostitute e spacciatori, oppure si crea il deserto, e la gente si lamenta comunque della delinquenza o della desertificazione del centro. Forse non c’è soluzione.

MOVIDA – In questi anni i proprietari di immobili hanno affittato fondi e fabbricati a bar e pub, gli esercenti hanno raccolto incassi elevati nelle serate della movida, tutti hanno approfittato della situazione, scaricando poi oneri e responsabilità sulle pubbliche autorità locali o statali. L’unica soluzione possibile, secondo gli esercenti, infatti sarebbe quella di destinare interi plotoni di forze dell’ordine e vigili urbani al controllo notturno della zona, per arginare inciviltà e maleducazione. Prefetti e sindaci emettono ordinanze, le forze dell’ordine intervengono, nei limiti del possibile, per contrastare alcuni reati, ma poco possono contro il dilagare dell’inciviltà, dell’ubriachezza e della maleducazione, che non hanno sanzioni e deterrenti adeguati. Cresce il numero dei giovani che si ubriacano, che cercano «lo sballo», dando poi luogo a risse e aggressioni, quasi sempre provocate dall´uso eccessivo dell´alcol.

FIRENZE – A Firenze si è cercato più volte di limitare il fenomeno con ordinanze, con divieti, con l’intervento anche della magistratura, coinvolta dai residenti esasperati. Sulla base della mia esperienza di prefetto a Padova avevo suggerito nel 2011 al Comune di Firenze di tentare uno spostamento delle attività estive alle Cascine. Infatti un esperimento analogo, varato dal 2007 dal Comune di Padova anche su proposta di un gruppo di baristi, aveva dato esiti positivi, tanto che è stato ripetuto anche negli anni successivi. Il Comune concedeva facilitazioni agli esercenti che trasferivano in estate l’attività in una zona periferica, ma fresca, e nel contempo stabiliva la chiusura degli esercizi nelle piazze del centro alla mezzanotte. Gli esercenti, col metodo del bastone e della carota, hanno accettato la soluzione e ne hanno anzi profittato.

NARDELLA  – Una soluzione in parte simile è stata adesso proposta, in prossimità delle elezioni, dal vicesindaco reggente, Dario Nardella. E’ stato offerto un trasloco temporaneo estivo, senza pagamento di tassa del suolo pubblico, agli esercenti disposti a trasferire l’attività nel parco delle Cascine. Il prefetto e le forze dell’ordine si sono impegnati a uno sforzo straordinario per tenere sotto controllo, con pattuglie fisse nelle ore notturne e con l’ausilio dei vigili urbani, i luoghi della movida. Ordinanze e provvedimenti simili (ZTL notturna) contribuiranno a impedire la vendita di alcol anche nei minimarket e limiteranno l’accesso alle zone del centro.

ESERCENTI – Ma subito è venuto un secco e deciso no dalle categorie interessate. Per loro, come al solito, la soluzione è soltanto quella di controlli serrati da parte delle Forze dell’ordine. Forti anche di una sentenza del tribunale del riesame che ha escluso ogni loro responsabilità per la tutela delle sicurezza nei dintorni del loro esercizio. A questo punto credo che la soluzione sia lontana, a meno che il Comune non intervenga con limitazioni di orario più stringenti, che sarebbero poi sicuramente sottoposte al vaglio del Tribunale Amministrativo Regionale.

Ma è un tentativo che val la pena di esperire se si vuole davvero risolvere una volta per tutte la situazione. E dar seguito concreto all’operazione proposta. Le balle e le chiacchiere che si sono profuse per lungo tempo non valgono più: confidare sulla responsabilità degli operatori o sull’azione di educazione o di convinzione nei confronti degli utenti si è rivelata una chimera. Il controllo delle Forze dell’ordine è sicuramente importante, ma non risolverà da solo il problema senza l’adesione al progetto, spontanea o imposta, di esercenti e clienti. Occorre intervenire perciò anche con misure giuridiche o amministrative più restrittive, come quella indicata, magari dopo le elezioni amministrative, se si teme di perdere voti. Chi tira fino al mattino a zonzo per i bar, i locali e le piazze va in cerca dello sballo. In attesa che passi questa moda (ma non s’intravedono segnali in tal senso) oltre alla carota bisogna usare anche efficaci mezzi dissuasivi che valgano a regolare meglio  il fenomeno e a limitare il disagio e le proteste continue dei residenti.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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