Il premier vorrebbe subito l'assessorato alla sanità per la fedele Saccardi

Nuovo patto Renzi-Rossi: ma serve un lavoro per Marroni

di Sandro Bennucci - - il Blog di Sandro Bennucci, Lente d'Ingrandimento, Politica

La sede della Regione Toscana, Palazzo Strozzi Sacrati

La sede della Regione Toscana, Palazzo Strozzi Sacrati

Fra una cena, a Roma, con Barack Obama e un tè, a Londra, con David Cameron, il premier “nostrano”, Matteo Renzi trova anche il tempo di occuparsi di questioni più spicciole, su pesi e poteri in Toscana. Tanto che fonti del Consiglio regionale sussurrano l’ultima novità: un nuovo patto con il governatore, Enrico Rossi, per averlo alleato evitando quelle fibrillazioni fra renziani, cuperliani, ex bersaniani eccetera, venute fuori nelle ultime primarie per la scelta dei candidati a sindaco.

Quale patto? Rossi, che aveva rifiutato la candidatura alle europee, facendo cosa non gradita a Matteo, avrebbe ottenuto la promessa che aspettava: la ricandidatura alla presidenza della Regione nel 2015. Assicurando però una contropartita: l’affidamento a Stefania Saccardi, vicepresidente della giunta, anche dell’assessorato alla sanità, ossia la poltrona di maggior potere di spesa della giunta: oltre 6 miliardi e mezzo di euro l’anno. Non basta: se il patto funzionasse, la Saccardi conserverebbe la vicepresidenza e il potentissimo assessorato anche nella legislatura 2015-2020.

Tutto a posto? In teoria sì. A Rossi il nuovo cambio di assessore in corsa andrebbe bene anche per sciogliere i nodi aggrovigliati, soprattutto nell’ultimo anno, dall’attuale titolare della sanità, Luigi Marroni: come il piano sanitario scritto nel 2011 dalla predecessora, Daniela Scaramuccia, riproposto come nuovo e dichiarato illegittimo dai garanti regionali; come la vicenda delle centrali del 118, diventata storia infinita anche per le comparsate di sindaci e segretari locali del Pd, che ne hanno fatto questione di campanile, non volendo perdere la centrale (e la faccia) davanti ai concittadini; come il concorso, impantanato dalla burocrazia regionale, per l’apertura, sempre rinviata, delle 131 nuove farmacie.

Ma per passare dalla teoria alla pratica manca un tassello: fondamentale per l’interessato. Un posto di lavoro per l’assessore Luigi Marroni. Che non è un politico, ma un manager proveniente dalla dirigenza della Fiat. Arrivato ad avere una poltrona in giunta dopo aver fatto il direttore generale dell’Asl di Firenze. E che ora, per lasciare un ruolo francamente poco suo, ha bisogno di una certezza. Cioè di un posto adatto alle sue caratteristiche tecnico-professionali. Quale? Si era parlato della direzione di Agenas, agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. Ma pare ci sia qualche problema. Comunque risolvibile per Renzi: che nelle prossime settimane assegnerà centinaia di poltrone di manager di Stato. Non dovrebbe essere difficile per lui,  fra una cena con Barack e una merenda con Cameron, trovare uno strapuntino anche per Marroni.

Sandro Bennucci

Sandro Bennucci

Direttore del Firenze Post
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