Pistoia, minaccia di buttarsi dal battistero: «Mi hanno tolto i figli»

Il Battistero di Pistoia
Il Battistero di Pistoia
Il Battistero di Pistoia

PISTOIA – Minacciava di buttarsi di sotto. Ma dopo tutta la mattinata e una parte del pomeriggio trascorse in cima all’impalcatura che circonda il Battistero di Pistoia, un disoccupato è finalmente sceso a terra.

A convincerlo è stata una telefonata della polizia che seguiva l’evoluzione della vicenda. Sul posto era arrivato anche il sindaco Samuele Bertinelli.  L’uomo, padre di due figli di 2 e 6 anni che gli sono stati tolti dopo una relazione degli assistenti sociali, si era arrampicato fino a 20 metri di altezza per chiedere che gli fossero fatti vedere i bambini. Infine, però, ha consentito che gli agenti e i vigili del fuoco lo raggiungessero sul Battistero. E’ all’interno del monumento che poi il disoccupato ha avuto un colloquio con il sindaco, con l’assessore comunale al sociale e con gli uomini della digos.

Fino a quel momento il padre disoccupato aveva tenuto la città col fiato sospeso, facendo capolino dai tubi d’acciaio e dalle tende bianche delle impalcature, mentre sotto si ammassava la folla. Vigili del fuoco, operatori della questura e della polizia municipale avevano faticato non poco per transennare l’area e permettere le operazioni di salvataggio. Poi la richiesta dell’uomo: “Voglio parlare col sindaco”, aveva gridato. Fino all’intervento risolutivo del primo cittadino e delle forze dell’ordine.

Sulla vicenda è intervenuta ieri il Garante regionale per l’Infanzia e l’adolescenza, Grazia Sestini. Esiste infatti un decreto del Tribunale dei minorenni di Firenze, emanato a seguito di indagini dei servizi sociali e di un consulente tecnico d’ufficio, alla base della decisione di allontanare i figli della coppia di Pistoia. Se il Tribunale ha disposto un provvedimento di questo tipo, a monte c’è una situazione molto grave, ha osservato Sestini.

Il Garante sta seguendo l’evolversi della situazione da cui appare l’obiettiva difficoltà di una famiglia già da tempo seguita dai servizi sociali. Qualunque sia stata la motivazione del giudice, nell’interesse prioritario dei bambini, il Garante ritiene che il loro destino migliore sia quello di poter tornare con i genitori magari supportati da un’altra famiglia, oltre che dai servizi, che li aiutino in quella responsabilità di genitori verso cui, da quello che si apprende, ha spiegato il Garante, devono fare molti passi.

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