Dopo l'intervento del Comune alla Fortezza da Basso

Firenze Fiera, demolito il Rastriglia. Ora tocca al padiglione di Pitti

di Sandro Bennucci - - Cronaca, Primo piano, Top News

Ecco quel che resta del padiglione Rastriglia dopo il passaggio delle ruspe

Ecco quel che resta del padiglione Rastriglia dopo il passaggio delle ruspe

FIRENZE – Resta una spianata piena di calcinacci e vetri dove c’era il Rastriglia. Le ruspe sono entrate in azione, dentro la Fortezza da Basso, il 5 aprile. Radendo al suolo il grande padiglione considerato fuorilegge, secondo  l’ordinanza della magistratura resa esecutiva dal Comune di Firenze. Che oggi, 10 aprile, ha inviato i  tecnici per verificare che la  struttura, capace di ospitare stand ed eventi per  anni, non fosse più in piedi.

Padiglione RastrigliaPITTI -E’ il terzo padiglione che viene demolito dopo il Rondino e il Ghiaie, abbattuti l’anno scorso. Resta in piedi, ma a quanto pare per poco, il padiglione esterno, di proprietà di Pitti Immagine, finora usato per l’accoglienza e gli accrediti. Si tratta di una struttura grande, a suo modo elegante, di legno e vetro, che richiederà più settimane per essere demolita. Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti, assicura che l’ingiunzione del Comune sarà rispettata, magari attraverso una piccola proroga.

Il padiglione esterno di Pitti Immagine in attesa di essere abbattuto

Il padiglione esterno di Pitti Immagine in attesa di essere abbattuto

STORIA – Finiscono così, sotto i colpi delle ruspe, strutture che hanno fatto la storia delle fiere, dei convegni e delle varie kermesse alla Fortezza. C’è da chiedersi come sia stato possibile che un ente come Firenze Fiera, partecipato da Regione Toscana, Provincia e Comune di Firenze, abbia potuto, nel tempo, costruire padiglioni poi giudicati non idonei dalla magistratura. Che ha ordinato di abbatterli. Dite che Firenze Fiera, nata per promuovere l’immagine di una città che vive anche di convegni, congressi e manifestazioni espositive, avrebbe dovuto pensare meglio le sue costruzioni e investire su padiglioni in regola con leggi e regolamenti? Ormai è tardi per voltarsi indietro. Il punto vero è che fra pochi giorni, il 24 aprile, aprirà la Mostra dell’Artigianato, l’evento più atteso non solo da chi dovrà tagliare il nastro, ma soprattutto dalle centinaia di artigiani che aspettano spinte alla ripresa anche dalla tradizionale mostra dedicata alla creatività. Nostrana e di tutto il mondo.

DIRIGENZA – La nuova dirigenza di Firenze Fiera, guidata dal professor Luca Bagnoli, ha fatto entrare in azione le ruspe, appunto, il 5 aprile, per abbattere il padiglione Rastriglia, quando si è resa conto che era stata superata la scadenza del 31 marzo, fissata da Palazzo Vecchio. Disguido? L’ex presidente, l’industriale calzaturiero Antonio Brotini, dimissionario dopo aver tentato di dare a Firenze Fiera un’impostazione più agile e produttiva, aveva lasciato una lettera con le ingiunzioni e le scadenze del Comune. Che il 3 aprile – come rivelato da FirenzePost – avvisò il professor Bagnoli di aver fissato una nuova scadenza. Stavolta improrogabile: appunto il 10 aprile. E oggi, quando sono arrivati alla Fortezza, i tecnici di Palazzo Vecchio hanno trovato la spianata di calcinacci e vetri. Il problema, ora, è di risistemare alla meglio l’area, per non fare trovare macerie ai visitatori dell’Artigianato. E cercare di rilanciare non solo l’immagine ma anche la capacità produttiva di Firenze Fiera. Impresa, questa sì, da affrontare con la grinta del ruspista.

 

 

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Sandro Bennucci

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