Maggio Musicale, sì della Corte dei Conti al contratto aziendale. Ma da Roma non arrivano soldi

Il Teatro Comunale di Firenze
Il Teatro Comunale di Firenze
Il Teatro Comunale di Firenze

FIRENZE – Segnale verde dalla Corte dei Conti verso il piano di risanamento del Maggio Musicale Fiorentino. La Sezione Regionale di Controllo per la Toscana – che per la prima volta in Italia ha esaminato il Contratto Integrativo Aziendale di un Ente lirico – lo ha valutato con parere favorevole, esprimendo (la decisione è del 14 aprile) quella che in termini tecnici si chiama «certificazione positiva».

A una sola, ma determinante, condizione: che il «piano di risanamento» – inviato il 10 marzo dalla Fondazione al Ministero Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (Mibact) – venga integralmente approvato dal governo. Il problema è tutto lì. Senza piano approvato, il contratto integrativo si ferma e tutto si blocca.

La Fondazione del Maggio lo ha inviato a Roma ai primi di marzo e ancora oggi risulta fermo sui tavoli del Ministero. Se, prima di decidere, quest’ultimo attenderà di esaminare tutti i piani finanziari dei 14 enti lirici italiani – cosa che non è da escludere – i tempi di approvazione potranno essere ancora lunghi e fino a quel momento la Fondazione non potrà spendere un euro.

Precisa infatti la Corte dei Conti Toscana che «non risulta che sia stato emanato il previsto decreto ministeriale di approvazione del Piano, il quale solo può rendere giuridicamente cogente l’accesso agli istituti agevolativi previsti dalla norma, in assenza dei quali la stessa applicazione del nuovo Contratto Integrativo Aziendale risulterebbe largamente insufficiente».

Le decisioni della Fondazione e l’accordo di gennaio con i sindacati prevede una riduzione complessiva del costo del personale di 1,5 milioni, sia attraverso la rivisitazione di alcuni elementi normativi ed economici del precedente Accordo aziendale, sia mediante il trasferimento di 55 unità di personale alla Ales s.p.a. e il prepensionamento con esodo incentivato di 6 unità appartenenti al Corpo di ballo. Conseguentemente, la consistenza media della pianta organica della Fondazione dovrebbe passare dalle 390 unità presenti nell’esercizio 2014 a 360 unità negli esercizi 2015 e 2016, di cui 331 unità di personale a tempo indeterminato e 59 unità di personale a tempo determinato.

In «cambio» di questa stretta, la Fondazione potrà accedere ai fondi di rotazione nazionale dello spettacolo, dove «pescano» 14 enti lirici. La cifra che Firenze sta aspettando – con ansia – da Roma è stimata in circa 6 milioni.  Ma non è detto che arrivino tutti e subito. Specie ora in tempi annunciati di spending rewiew.

E su questo la Corte dei Conti toscana parla chiaro. Se i tempi di pagamento del ministero non fossero tempestivi, la Fondazione dovrà attivare immediatamente le «integrazioni e modificazioni del Piano, necessarie a compensare – sia pure temporaneamente – il venir meno di risorse esterne con più incisive azioni di riduzione dei costi». In altre parole, tagliare ancora.

Maggio Musicale, Teatro Comunale

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