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L’oceano in fondo al sentiero

Neil Gaiman 185x285TRAMA:

La storia, ambientata nel Sussex, Inghilterra, inizia con un uomo di mezza età che torna al suo paese natale per un funerale. Dopo tanto tempo si ritrova senza pensarci a ripercorrere il sentiero che a lungo aveva attraversato per andare dalla sua amica di infanzia Lettie Hempstock. Sedendosi vicino allo stagno di quella che un tempo era la casa di lei, imperterrito il passato riaffiora alla sua mente.

L’uomo aveva sette anni quando conobbe Lettie: andava alla fattoria in fondo al sentiero dove lei viveva con sua madre e sua nonna, rispettivamente Ginni Hempstock e Hempstock Vecchia. Tre donne, tre personaggi che intrecceranno le loro vite a quella del protagonista: la più giovane, Lettie, che affermava che lo stagno davanti alla fattoria fosse un oceano, e la più anziana, che aveva visto il Big Bang.

Il protagonista ricorda l’avvenimento che più di tutti sconvolse la sua vita e quella delle tre donne: quarant’anni prima un uomo aveva rubato l’auto di famiglia e si era suicidato al suo interno. Un atto estremo e terribile che aveva scatenato forze che era meglio rimanessero sopite. Esseri soprannaturali oscuri che si avventarono con tutta la loro forza su quel bambino che di anni ne aveva solo sette, e che si ritrovò incapace di affrontare una simile lotta. L’unica protezione che possedeva erano le tre donne misteriose che vivevano nella fattoria in fondo al sentiero.

 

RECENSIONE:

Un racconto che non esula dall’intreccio di fantastico e surreale tipico della scrittura di Neil Gaiman. Un autore che ha saputo trovare un modo tutto suo di scrivere, e il cui stile è sempre riconoscibile: elementi soprannaturali si mescolano in modo naturale, i personaggi sempre ricercati, mai scontati, ognuno di essi creato e modellato impeccabilmente, fino all’ultimo capello e pensiero.

L’ultima opera di Gaiman non delude neanche stavolta: una storia che ha tutto della sua scrittura, i toni fiabeschi di Stardust, per esempio; l’ansia e il raccapriccio di Coraline e la porta magica; infine, l’elemento mitico, racchiuso in personaggi come le donne Hempstock, che tanto ricordano gli dèi decaduti di American Gods e dei Ragazzi di Anansi.

Una fiaba, tuttavia, si badi bene, che non è per ragazzi, bensì per adulti, ma adatta anche ai bambini.

Numerose le possibili interpretazioni che si possono fare a proposito de L’oceano in fondo al sentiero, non riducibili a un’unica idea, bensì all’infinito percorso inconscio e non di ogni singolo lettore, che, garantito, non rimarrà deluso.

libri


Chiara Magliacane

redazione@firenzepost.it

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